“Proprio nel momento stesso in cui Governo e Parlamento stanno dimostrando di rispondere alle sollecitazioni ricevute impegnandosi a tutto campo con coerenza e fermezza per prevenire i fenomeni di violenza legati allo svolgimento di manifestazioni calcistiche, per mettere in sicurezza gli stadi italiani e per sviluppare anche attraverso il dialogo con i tifosi una cultura sportiva ispirata ai valori della lealtà e del rifiuto di ogni forma di violenza, è ragionevole attendersi altrettanto dai club e dai giocatori di calcio”.
“L’impegno per contrastare la violenza che si genera attorno al calcio e per far crescere una diversa cultura sportiva nella quale si guardi all’avversario non come un nemico deve essere comune, costante e presente anche nei momenti più difficili”.
“I giocatori sono dei modelli di riferimento per tutti i tifosi che li guardano, soprattutto i più giovani, ed è più che lecito attendersi da loro atteggiamenti ispirati al fair play ed al rispetto dei valori della lealtà sportiva in ogni momento, persino quando – come è avvenuto a Valencia – sono a loro volta vittime di atteggiamenti antisportivi da parte degli avversari”.
“Mi dispiace dunque che il presidente Moratti trascuri il fatto che la mia valutazione – che confermo – su quanto avvenuto a Valencia, tiene ampiamente conto della situazione per come è avvenuta”.
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