Si è svolta oggi, presso la Presidenza del Consiglio, la Conferenza Stampa di presentazione della Seconda Giornata dello Sport senza Frontiere – Vinciamo ogni discriminazione.
La manifestazione, che si inserisce tra le attività previste nella quarta Settimana di azione contro il razzismo, toccherà nel prossimo fine settimana dodici città italiane. Il 15 marzo la manifestazione avrà luogo a Roma, Genova, Venezia e Sassari mentre il 16 marzo a Reggio Calabria, Foggia, Terni, Palermo, Firenze, Napoli, Pianoro (Bo) e Milano. Il 18 marzo la giornata si sposterà all’interno della Casa Circondariale di Rebibbia (Roma).
La manifestazione, promossa dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive della Presidenza del Consiglio ed il Ministero della solidarietà sociale, si sviluppa a partire dall’idea che lo sport sia un formidabile strumento di inclusione, di promozione sociale e di educazione alle diversità. In tal senso, si è scelto di coinvolgere nell’organizzazione alcune discipline sportive in cui vi è una sensibile presenza di atleti e praticanti stranieri che vivono in Italia. Accanto al cricket, protagonista della manifestazione nel 2007, sono stati aggiunti il tennistavolo ed il badminton, entrambi molto popolari, in particolare, tra i cittadini di origine straniera che provengono dal continente asiatico. In tal senso, la giornata sarà anche un grande evento di cultura, festa, incontro e conoscenza.
“Aver dedicato una settimana per ricordare, in ambito europeo, la necessità e l’attualità della lotta contro ogni discriminazione razziale e aver scelto lo sport come terreno per favorire l’incontro e il superamento delle frontiere è un segnale forte ed importante – ha dichiarato Paolo Ferrero, Ministro della solidarietà sociale. La lotta contro il razzismo si combatte sul piano della modifica della legislazione, introducendo norme volte a includere e a riconoscere i diritti di tutti, ma le leggi da sole non bastano; occorre perciò incidere profondamente sull’evoluzione del senso comune, nella direzione dell’incontro e del riconoscimento dell’ “altro”, occorre agire nei vissuti quotidiani. Da questo punto di vista lo sport, così come altre espressioni artistiche o culturali, contiene in sé un autentico potere di superamento delle frontiere e persino di emancipazione collettiva ed individuale, basti pensare a cosa ha significato lo sport per i neri americani, o a cosa rappresenta oggi il calcio per le squadre “emergenti” africane. Per questi motivi sono profondamente convinto che lo sport, soprattutto quello giovanile, popolare e “migrante”, quello che sviluppa il confronto con l’altro, dunque la coesione sociale, vada non soltanto apprezzato e incoraggiato, ma anche concretamente sostenuto. “
“Sono davvero lieta che il POGAS anche per il 2008 abbia contribuito alla realizzazione della giornata dello sport senza frontiere – ha dichiarato Giovanna Melandri, Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive. Lo sport, infatti, rappresenta uno straordinario strumento di integrazione ed inclusione sociale, di solidarietà e formazione delle nuove generazioni; ed è per questo che appare necessario costruire iniziative comuni affinché, proprio nel mondo dello sport, vengano superate odiose barriere. In tal senso, la lotta contro le discriminazioni deve diventare un elemento prioritario nell’azione delle amministrazioni pubbliche. Per questo è importante che le Federazioni sportive insieme al Governo ed agli Enti Locali contribuiscano attivamente alla battaglia contro ogni forma di discriminazione. Desidero ringraziare, quindi, la Federazione Cricket, la Federazione Tennistavolo e la Federazione Badminton per l’organizzazione degli eventi sui territori, ed inoltre il mio riconoscimento va agli Enti Locali che hanno accolto l’invito ad ospitare la giornata.”
“Alle Olimpiadi del 1936 un nero americano, Jesse Owens, conquistò la medaglia d’oro nei 100 e 200 metri di atletica leggera, a Berlino, sotto gli occhi di Hitler, visibilmente contrariato. Voglio ricordare – ha dichiarato Barbara Pollastrini, Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità - questo episodio per dire che lo sport è una grande risorsa per superare le barriere delle discriminazioni. Ormai, anche qui da noi, vediamo sempre più spesso, e non solo nei campi di calcio, giovani del nostro Paese ‘mischiarsi’ con coetanei di tutte le razze, e trovo quindi di particolare significato che si sia deciso di dare continuità, con questa seconda edizione dello ‘Sport senza frontiere’, all’idea di promuovere l’incontro tra giovani di tutto il mondo attraverso lo sport. Mi auguro, anzi, che questa manifestazione possa servire a diffondere in Italia attività già praticate come il cricket e il tennis da tavolo, anche il badminton, quasi sconosciute ai nostri ragazzi ma molto amate dai giovani migranti. Perchè una società aperta si alimenta delle esperienze più diverse”.
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