“La sentenza della Corte che ammette i tre quesiti referendari conferma la bontà e la validità della proposta del Comitato referendario: tornare a un sistema elettorale che ridia voce agli elettori, sia realmente rappresentativo della loro volontà e consolidi il definitivo passaggio del nostro sistema istituzionale verso il bipolarismo, l’alternanza e la stabilità”.
Lo afferma Giovanna Melandri, ministro per le Politiche giovanili e le Attività sportive.
“Ora la clessidra è stata rovesciata e comincia il conto alla rovescia ma sarebbe sbagliato da parte di chiunque - sottolinea Melandri - anche da parte del Comitato promotore, brandire l’arma del referendum contro chi in queste settimane si sta sobbarcando la fatica di trovare un accordo su una legge finalmente condivisa che possa raggiungere i medesimi obiettivi”.
“La cosa più importante, infatti, anche dopo questa pronuncia, è allargare la sfera di chi condivide l’obiettivo di superare l’attuale legge elettorale. Ecco perché nei mesi che ci separano dall’appuntamento va continuato il lavoro avviato dalle forze politiche e parlamentari, e che tra mille difficoltà sta cominciando a far emergere punti di convergenza inimmaginabili solo fino a poche settimane fa. Si lavori allora bene e in fretta - conclude Melandri - e se non si riuscirà a trovare in Parlamento un accordo, allora saranno gli italiani a pronunciarsi”.
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