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27 apr. 2007 - Grande indignazione per attentato a cooperativa Valle del Marro

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Logo dell'Associazione Libera“La notizia della devastazione, in Calabria, di una cooperativa agricola creata da Libera mi riempie di grande indignazione ma voglio dire ai ragazzi che ci lavorano e a tutti coloro che sostengono questa iniziativa che lo Stato è al loro fianco, farà di tutto per colpire i responsabili di questo gesto infame e per continuare a sostenere il loro impegno quotidiano e la loro attività - ha dichiarato la Ministro Melandri.

Da anni l’associazione fondata da don Luigi Ciotti svolge in tante regioni di Italia ferite dalla criminalità organizzata un lavoro impagabile di cura e rivalutazione produttiva e sociale delle terre confiscate alla mafia, un lavoro che coinvolge moltissimi giovani in tutta Italia, impegnati a rispondere costruttivamente con il proprio impegno spesso volontario alla molte, troppe mafie ancora presenti nel nostro Paese.

Colpire “Libera” significa anche tentare di colpire la parte costruttiva della nostra gioventù che è impegnata nell’associazionismo, nel volontariato sociale, nei movimenti e che non ha paura di rispondere, con progetti concreti, all’illegalità diffusa che mortifica molte aree soprattutto del Mezzogiorno d’Italia e che rifiuta la pericolosa idea che con la mafia si possa e si debba ancora convivere.

Si tratta di quelle migliaia di ragazze e ragazzi, che si sono ritrovate lo scorso marzo in piazza a Polistena, in occasione della XX giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie e del cui quotidiano impegno e coraggio i giornali parlano poco. Questo tentativo va respinto dalle istituzioni, dalla società e dai ragazzi prima di tutto in nome dell’amore per la libertà e la giustizia.

A don Luigi Ciotti e agli amici della cooperativa agricola Valle del Marro esprimo tutta la mia solidarietà per l’attentato subito - ha concluso la Ministro -, nella convinzione che con le mafie esista un’unica modalità di relazione da parte dello Stato e delle istituzioni: la battaglia, lunga, strenua, senza quartiere e senza requie”.

 

 

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