Abbiamo rivolto alcune domande al ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive Giovanna Melandri, per capire come mai per contrastare l’obesità, e quindi ridurre le spese sanitarie che questa condizione comporta, si è scelta la via della deduzione dalle tasse delle spese per le palestre e le associazioni sportive.
Come è nata l’idea di “alleggerire” le tasse di chi iscrive i figli in palestra?
La nostra riflessione è partita da uno studio dei dati diffusi di recente sulle dimensioni del fenomeno. Dati allarmanti, in realtà, se pensiamo che sono ben 4 milioni gli italiani a essere colpiti dal problema dell’ obesità. E il fenomeno sembra essere in costante crescita. L’obesità è il più importante fattore di rischio indipendente per il tumore e la principale causa di morte prevenibile, seguita e non preceduta dal fumo. Oltretutto, le spese per la cura di questa malattia gravano sul sistema sanitario nazionale nella misura di 22,8 miliardi di euro. Ecco le ragioni per cui ritengo necessario un intervento che favorisca e sostenga una sana attività motoria e fisica nella vita dei cittadini. Vogliamo dare un chiaro segnale proprio con un intervento mirato a sostegno di quelle famiglie che investono sulla pratica sportiva dei bambini e dei ragazzi. Ed è anche un investimento in prevenzione.
Lei crede realmente che i costi delle palestre e delle associazioni sportive rappresentino uno dei principali ostacoli alla lotta all’obesità?
Credo che questa iniziativa, insieme ad altre su cui stiamo lavorando - penso ai progetti in cantiere in materia di educazione alimentare e a quelli per rafforzare la pratica sportiva nelle scuole - possano essere un primo passo verso una più organica politica sociale, tesa a prevenire la cura delle malattie e a promuovere stili di vita positivi. In particolare, abbiamo riflettuto sul dato che 1 su 5 degli obesi italiani è un bambino o una bambina e per questo abbiamo pensato ad un intervento tarato sui bambini e sugli adolescenti. Ed è una grande soddisfazione che questo intervento sia entrato nella nuova Finanziaria, che prevede, per i ragazzi tra i 5 e i 18 anni, la deduzione dalle tasse delle spese (per un importo fino a 210 euro) sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento a palestre, piscine e associazioni sportive. L’intenzione del provvedimento è quella di premiare le famiglie che incoraggiano i propri figli a svolgere una sana attività sportiva.
Oltre a questo provvedimento si pensa anche ad altri espedienti per lottare contro l’obesità e avvicinare la gente alle attività sportive?
In Italia non c’è solo un problema di attività fisica ridotta al minimo, ma anche di modelli alimentari e di stili di vita poco corretti. L’allarme lanciato dall’Adi è un chiaro segnale della portata del problema. Sotto accusa, soprattutto quando si parla di ragazzi adolescenti, sono il consumo di cibo spazzatura, le troppe ore passate davanti alla tv e le poche ore dedicate al movimento. Mentre, per quanto riguarda gli adulti, incide una vita quotidiana all’insegna della sedentarietà e della mancanza di tempo da dedicare all’esercizio fisico. Insieme al Ministro Turco ci stiamo impegnando per avviare una campagna di sensibilizzazione sull’adozione di stili di vita più salutari. Senza dimenticare la battaglia che sto conducendo a fianco del ministro dell’istruzione Fioroni per sostenere l’obbligo della pratica sportiva nella scuola primaria, e nell’auspicio di riuscire ad aumentare le ore di educazione fisica nella scuola secondaria.
Valeria Ghitti
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