Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
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Corriere della Sera 29 lug. 2007 - “La battaglia sul doping? Dura, ma non impossibile”

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Foto di una mano con delle compresseMinistro Giovanna Melandri, il doping è di nuovo in fuga?
“E noi dobbiamo continuare ad inseguire senza mollare di un centimetro”.

Lei ha ipotizzato lo stop del ciclismo italiano in caso di fatti gravi come al Tour de France?
“Sì perché il ciclismo sta tirando troppo la corda: un calendario così è un’istigazione al doping. Lo sport non deve superare certi confini di etica e regole: è autonomo, ma non gode di extraterritorialità. Ecco perché arrivo a dire che si può anche fermare il ciclismo”.

Franco Carraro ha parlato di battaglia contro il doping, necessaria ma impossibile da vincere: concorda?
“No, direi: difficile ma non impossibile. L’Italia è un modello nella lotta al doping. Sia per la legislazione, e sono fiera della legge che feci approvare con l’allora ministro della Sanità, Rosy Bindi, sia per i controlli. Sono d’accordo con il presidente del Coni, Gianni Petrucci: occorre una task force ed una sempre maggior cooperazione”.

Ma, intanto, i casi si moltiplicano.
“Mi rattrista perché mostra l’altra faccia della luna” ai giovani. Insieme al ministro Fioroni abbiamo cambiato decisamente passo nella pratica sportiva a scuola perché lo sport è un ottimo strumento di socializzazione. Ma l’esempio deve essere uno sport etico”.

Modelli negativi: spiare nello sport sembra lecito secondo la sentenza sulla McLaren.

“Come per Calciopoli non commento le sentenze. Dico che è giusto che la Ferrari faccia valere la sua posizione. Se c’è colpa, ci deve essere sanzione. Ho sentito il presidente Montezemolo. Sono sicura che l’Aci sarà a fianco della Ferrari nel procedimento in corso”.

I pm di Napoli hanno criticato le sentenze sportive su Calciopoli. Un anno dopo che cosa è rimasto?
“Le riforme. Mentre la giustizia ordinaria sta facendo il suo corso, c’è un quadro di norme completamente rinnovato. C’era un’esigenza di cambiamento ed il legislatore ha svolto il suo campito Ora c’è una legge più equa sulla spartizione dei diritti televisivi”.

Ma i club troveranno l’accordo sulla distribuzione?
“Chiariamo: è stata approvata una legge-delega con una maggioranza più ampia di quello che sostiene il governo Prodi. Non rispettarla sarebbe uno schiaffo ai cittadini. Noi dobbiamo emanare un regolamento per l’attuazione e saremmo ben lieti di recepire una proposta della Lega. Ma ci sono sei mesi, anzi quattro, considerando i tempi tecnici. Il countdown è già iniziato”.

A buon intenditor… Matarrese, in un paio di circostanze, si è lamentato di essere consultato tardi. Perché la politica non lo sente di più?
“Il presidente della Lega è stato più volte interpellato sia dal ministro dell’Interno che da me. Ognuno ha il suo ruolo ed i suoi compiti. Se devo rispondere con una battuta: rispetto l’autonomia di Matarrese, ma non significa autosufficienza”.

Un’altra battuta: Luciano Moggi sarà protagonista del film comico di Lino Banfi sul calcio. Andrà a vederlo?
“È un’attività artistica, ma non andrò sicuramente à vederlo. A Moggi ricordo ancora una volta che ci si difende nei processi e non dai processi. Preferirei sottolineare il codice di autoregolamentazione per le trasmissioni sportive, appena approvato e molto importante”.

Per quale motivo?
“Perché a volte si sono alzati i toni e si sono superati i confini tra la passione e l’istigazione alla violenza. Anche chi parla di calcio deve rispettare le norme dello Stato: civili, penali, etc”.

Violenza: dopo Raciti che cosa è stato fatto?
“Si è, innanzitutto, fatto fronte all’emergenza e all’esigenza di avere stadi sicuri. Non dimentico che il ministro Amato e la sottoscritta furono definiti “fascisti” perché chiudevano gli stadi non a norma. Ma c’erano regole da far rispettare e in poche settimane sono stati montati i tornelli, cosa non fatta in anni. Ora ci sarà con gradualità l’introduzione degli steward, che serviranno a diminuire la presenza delle forze delle ordine negli stadi e non saranno armati. In futuro bisognerà pensare ad un nuovo modello di stadio. Perché se si parla, giustamente, di sprechi delle amministrazioni, allora…”

Cosa vuol dire, ci spieghi…
“Non è giusto che gli enti locali spendano grandi somme per la gestione e manutenzioni, degli stadi. Le società devono avere o la proprietà o la gestione degli impianti. Facendoli vivere sette giorni su sette come accade all’estero, possono avere degli introiti ed una patrimonilizzazione”.

Recentemente era stata attaccata per aver lasciato senza soldi le donne del pallone.

“Ma figuriamoci! C’era stato un intoppo tecnico. È stato tutto risolto ed i 900.000 euro andranno alle società di calcio femminile, che hanno i requisiti. Spero che il presidente Abete possa dare maggiori certezze al calcio femminile. Non si può sempre ricorrere a leggine. Cito i finanziamenti per grandi eventi sportivi in Italia: ora non sono più estemporanei, ma c’è una legge ad hoc”.

Ma per la candidatura olimpica, citando Gadda, in Italia viene spesso fuori un “pasticciaccio brutto”: si troverà una candidatura unitaria?
“Dobbiamo imparare a fare sistema, anzi, per restare nel lessico sportivo, fare squadra. Spesso non è stato così, ma, da ministro di tutto lo Sport italiano, mi batterò affinché si riesca a cambiare”.

di Roberto Stracca

 

 

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