Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
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Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

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Edilizia e Territorio 21 gen. 2008 - Coresidenza, premiate le nuove idee

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Foto di una casaResidenze alternative pensate appositamente per i giovani. Le finanzierà lo Stato: le risorse stanziate sono più che simboliche – appena 15 milioni di euro – ma segnano l’inizio di un’attenzione rivolta a tipologie e forme abitative legate ad un’utenza di età ben precisa: i giovani, appunto.
L ’iniziativa è del ministero delle Politiche giovanili e attività sportive (Pogas).

Mentre i titolari delle Infrastrutture e della Solidarietà sociale hanno lavorato al programma straordinario di edilizia residenziale pubblica ottenendo 545 milioni, il ministro Giovanna Melandri, è riuscita, nel suo piccolo, a strappare una dote importante, tutta dedicata ai giovani.

Fondi che ora vengono messi a disposizione con un bando in scadenza il prossimo 29 febbraio e che vuole rispondere a una domanda abitativa molto ampia. Domanda
che parte dai giovani – studenti o coppie – ma che tocca con un filo rosso altre
forme di abitare.
 

L’Abitare innovativo
Una di queste è il co-housing, che è appunto una sorta di condominio con spazi
abitativi privati e spazi e servizi comuni, promosso, fra gli altri, dall’organizzazione
creata da Luca Mortara in partnerschip con alcuni docenti del Politecnico di Milano (www.cohousing.it).
Più semplicemente, ci sono poi le forme di residenza abbinate ad un coinvolgimento degli inquilini in forme di condivisione, di reciproca solidarietà o anche di cura e  manutenzione di spazi comuni.
Un caso concreto, sempre a Milano, è il villaggio Barona, promosso dalla Fondazione filantropica Tassoni e in fase di ultimazione.
 

La coresidenza
Una formula nuova – ancora a carattere sperimentale – è poi quella della coresidenza, che prevede la vicinanza abitativa di due o più a nuclei familiari con patto di reciproca assistenza. Un concetto sollecitato e premiato - per esempio dal Comune di Ozzano nell’Emilia, che ha lanciato un bando per residenze collettive.
A vincerlo è stata la cooperativa Ansaloni di Bologna.
Il Comune voleva un mix abitativo preciso, formato da giovani e anziani, con spazi comuni da condividere, come la palestra, la lavanderia o spazi conviviali e di assistenza.
” Per ottenere un livello di qualità elevato – racconta Franco Lazzari, presidente della coop di abitazione – abbiamo lanciato un concorso internazionale di  progettazione rivolto a giovani architetti” .
A vincere è stato il progetto dell’israeliano Yigal Banin. Fra poche settimane partiranno i lavori per questo villaggio che si compone di  36 alloggi in affitto a basso canone (fra i 300 e 450 euro al mese) e 35 appartamenti che verranno messi in vendita a prezzi di mercato. In tutti e due i casi, gli appartamenti sono destinati ad anziani (oltre 65 enni) o giovani coppie (fino ai 35 anni). Ma non è tutto.
 

Il vicinato elettivo
Scegliersi come reciproci vicini di casa. Questa potrebbe essere la definizione di vicinato elettivo, come la propongono gli animatori di www.coabitare.org, nato da
poco a Torino. L ’organizzazione si propone come luogo per favorire l’aggregazione  di futuri inquilini che abbiano le stesse motivazioni e che intendano dare vita a un progetto di co-housing o addirittura di coabitazione.
 

L’esperienza del foyer
All’orizzonte compaiono altre formule abitative che, in questo caso, si rivolgono ad un’utenza di soli giovani.
Stiamo parlando del foyer, un complesso abitativo pensato per giovani da 16 a 30 anni con alle spalle situazioni di difficoltà familiare oppure con problemi di disagio sociale. Questa formula – molto diffusa in Inghilterra (www.foyer.net) – prevede spazi abitativi a prezzi accessibili abbinati a servizi di assistenza e formazione per la ricerca d i lavoro.
Il foyer include la creazione di servizi di vicinato che vengono offerti anche al quartiere, sia per aiutare i giovani a integrarsi nella comunità locale, sia per ricevere un minimo beneficio economico. Per contro, ai giovani che trovano alloggio nel
foyer viene richiesto un impegno personale volto a raggiungere l’indipendenza e l’autonomia.
In sostanza, la formula ricorda il modello delle comunità di recupero di tossicodipenti. Con un’ importante differenza. Il foyer non ha un carattere di terapia sociale bensì di prevenzione: per evitare appunto che i giovani in situazione di difficoltà familiare o di disagio possano cadere vittima di un degrado sociale e umano.
 

Il bando Pogas
Sulla base di questi ed altri spunti analoghi, in corso di sperimentazione anche in altre città , il ministro Melandri ha voluto espressamente stimolare le grandi città , anche in accordo con i privati, a battere strade nuove.
Forse anche a causa di questo carattere innovativo, il bando non appare molto preciso a chi è abituato a percosi più tradizionali e prescrittivi fino al dettaglio.
Ad esempio, non è indicato il tetto massimo di età degli inquilini (anche se i tecnici del ministero indicano 35 anni). Né viene spiegato esattamente cosa il Ministero intende per ” co-housing”, ” comunità di co-residenza”,” vicinato elettivo” o “autorecupero” .
Alcuni elementi sono però intuibili: i tempi stretti del bando e i pochi fondi a disposizione, sembrano incoraggiare i progetti già concepiti e in fase di attuazione.

Massimo Frontera

 

 

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