L’obiettivo è tentare di arginare, almeno, le stragi del sabato sera (e non solo) sulle strade italiane.
Con i colleghi Amato e Bianchi, il ministro per le politiche giovanili Giovanna Melandri è impegnata in un “lavoro di squadra” ma è a lei che spetta in particolare la prevenzione.
Da qui il lavoro parallelo, che ha cominciato già da tempo con il ministro dell’interno ed è già a buon punto, con le associazioni dei gestori di locali e dei produttori di bevande alcoliche,
perché si assumano “la loro responsabilità “pro quota’”.
È inedito questo impegno da parte loro e potrebbe rivelarsi pìù efficace, data la capillarità dei controlli, delle sanzioni rninacciose che in questo paese restano spesso sulla carta.
Il ministro per le politiche giovanili sa bene che con l’atteggiamento solo repressivo, alla Giovanardi per intendersi, non si ottiene molto:come si fa a chiedere ai ragazzi di diciotto e più anni che vanno a ballare il sabato sera di non bere?
Qual’è allora la proposta a cui state lavorando?
“L’idea, mutuata dal mondo anglosassone, è di pretendere, e poi vigilare con le forze dell’ordine, che per ogni gruppo di amici ci sia un “responsabile” che non beva e che dovrà essere identificato, con un timbro o un braccialetto, all’ingresso della discoteca dichiarando il proprio ruolo”.
E le associazioni nazionali dei produttori di bevande e dei
gestori delle discoteche sono pronte a collaborare?
“La cosa interessante è che c’è da parte loro una grandissima disponibilità ad assumersi le loro responsabilità come quella di non somministrare alcol a questi ragazzi, i quali poi potranno essere anche controllati all’uscita, con test mirati, dalle forze dell ordine”.
State già lavorando a un protocollo d’intesa?
“Sì, ci rivedremo al ministero dell’interno mercoledì e spero proprio di arrivare entro venerdì ad approvarlo.
Uno degli obiettivi è sistematizzare e far diventare un modello, a livello nazionale, quelle esperienze già fatte in alcuni comuni, come in Emilia, o i mezzi di trasporto “collettivi’ sperimentati a Milano. In particolare per quelle discoteche localizzate sulle famose dodici strade più pericolose già individuate dal ministro Bianchi”.
Dovrete coinvolgere anche gli enti locali?
“Quello che stiamo cercando di costruire è proprio un’assunzione di responsabilità di diverse istituzioni e tra diversi soggetti. Credo che alcune pratiche debbano diventare regola nazionale. Poi è chiaro che questa è tipica materia di competenza degli enti territoriali, però già sarebbe un grande passo avanti se le associazioni dei locali di ballo moltiplicassero il loro impegno su tutto il territorio”.
C’è anche un problema “minorenni” dato che le discoteche
ne sono piene.
“Innanzitutto abbiamo già convenuto al tavolo di lavoro di eliminare le offerte “pago una e compro due”, un incitamento all’abuso di alcolici che peraltro non interessa nemmeno gli stessi gestori e produttori. Il tema dell’estensione del divieto di vendita di bevande alcoliche c’è tutto e lo affronteremo dato che si possono acquistare facilmente al supermarket invece che nel locale”.
Veramente ci sono anche i chioschi ambulanti…
“Sì, ma il problema non è risolvibile a livello nazionale perché la materia della liberalizzazione del commercio è di competenza delle regioni. Certo possiamo sollecitare queste ultime a imporre dei limiti o fare qualcosa”.
Forse c’è ancora confusione su quello che conterrà il decreto legge: ma sul piano delle sanzioni per chi guida in stato di ebbrezza o di droghe, lei crede nella minaccia dell’arresto fino a sei mesi?
“Io non sono contraria alle sanzioni ma non stiamo parlando di questo. Credo però che al ragazzo beccato mentre guida ubriaco la patente vada sospesa, è la misura più utile dove l’effetto deterrente c’è eccome. Detto questo però, sono convinta che si debba lavorare anche sulla nozione di responsabilità valorizzando il circuito di un insieme di soggetti che veda impegnati, ad esempio, anche i parcheggiatori delle discoteche perché poi, li, fuori dei locali, che si deve impedire ai ragazzi ubriachi di guidare”.
Per questo tipo di controlli servono anche molti agenti. Ma
ci sono tutte queste risorse per pagare loro gli straordinari?
“Questo deve chiederlo al ministro dell’interno”.
Gabriella Monteleone
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