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Il Messaggero 14 mag. 2007 - “Il nuovo partito avrà un’identità laica”

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Foto di una famigliaROMA - Ministro Melandri, i Ds sono in crisi d’identità?
“E’ molto forte l’identità di un partito che interpreta la laicità, non come contrapposizione tra sostegno alla famiglia ed estensione dei diritti individuali, ma come assunzione di entrambi questi grandi traguardi di crescita. Il Partito democratico dev’essere il grande cantiere di tale identità”.


Fra i vostri elettori, molti sono preoccupati dalle “fughe
in avanti” di alcuni esponenti della Margherita.
“Non ci sono scorciatoie facili. Ma proporrei di spostare un po’ la discussione: mi piacerebbe che un giorno il Pd chiamasse in piazza i cittadini a sostenere politiche concrete per la famiglia e, allo stesso tempo, politiche concrete che affrontano il fenomeno egoistico e infelice della solitudine, garantendo i diritti di tutti”.

Sabato, vi è mancato il “coraggio laico”?
“Il coraggio laico non è la contrapposizione tra credenti e
non credenti, né tra matrimonio religioso e unioni civili. Al contrario, coraggio è non alimentarla, questa contrapposizione. Altrimenti stiamo parlando di laicismo e non di laicità. Dico a con amicizia a Emma Bonino che uno stato laico sa ascoltare e non costruisce le sue soluzioni con il muro contro muro”.

Emma Bonino sostiene che i Dico sono ormai affossati.
“Mi dispiace. lo so solo che, negli ultimi mesi,sono stati bombardati sia da destra che da sinistra e dai laici. Sono consapevole che al Senato gli equilibri sono estremamente fragili, ma penso che responsabilità di tutta la maggioranza dev’essere evitare di metterli in contrapposizione con la famiglia”.

Cosa che ha fatto anche il Family day, cui hanno partecipato esponenti del futuro Pd.
“Infatti rivolgo a loro esattamente la stessa critica. Anche se alcune delle sigle che l’hanno proposto erano mosse da una motivazione più costruttiva, quella di San Giovanni si è tradotta in una manifestazione “contro”. Rispetto entrambe le piazze, ma quel muro contro muro è quantomeno astratto, lontano dalle esigenze di molti milioni di cittadini italiani”.

Saprete ascoltare le richieste di quella manifestazione?
“Se avessero prevalso scelte costruttive, lo avrei fatto con maggiore interesse. A chi era a San Giovanni, io vorrei chiedere: da chi vi sentite minacciati? Non certo dai Dico: Oggi le famiglie sono in affanno per altri motivi, soprattutto di ordine economico e sociale. E il governo a questo deve dare una risposta, sgombrando il campo dalla retorica del familismo”.

In conclusione, il Pd sarà un partito autonomo dalle gerarchie ecclesiastiche?
“L’autonomia si pratica e si dimostra con le scelte. E questo governo l’ha dimostrata ampiamente con la proposta sui Dico, che porta il nome di un ministro dei Ds e di uno della Margherita. Ma uno Stato laico si deve occupare anche di tanti ragazzi e ragazze che vogliono mettere su famiglia e non ce la fanno”.

Federica Re David

 

 

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