CARDIFF - Giovanna Melandri è stata la prima a lasciare il salone della City Hall dopo l’annuncio della scelta. I segni della delusione erano sul viso del ministro dello sport, unica rappresentante della politica italiana (di Polonia e Ucraina c’erano i rispettivi presidenti, Viktor Yushcenko e Lech Kaczynski) che ha cercato di trovare una ragione alla sconfitta.
Ministro Melandri, qual è stata la ragione di questa scelta?
“Aver voluto dare una chance a nazioni in crescita che adesso fanno parte dell’Unione europea. Era una gara, onore a chi ha vinto e rispetto per la scelta”.
Il colpo subìto è stato tremendo,ammetta.
“Potremo lenire l’amarezza, che è tanta, lo ammetto, andando in campo nell’europeo del 2012 e vincerlo”.
Quali sono stati gli errori commessi?
“L’Italia aveva le carte in regola ma questa era una gara. La delusione non la nascondiamo”.
L’Uefa ha portato in Polonia e Ucraina una manifestazione di primo piano, che muove enormi interessi economici oltre che di sport. Scelta coraggiosa?
“Scelta di politica politica e non solo sportiva. Nel senso che si è voluta dare un compito speciale a Paesi di recente ingresso nell’Ue. E’ stata, a mio avviso, una scelta europeista. L’Europa si sposta a est”.
Adesso si fermeranno i progetti di rinnovamento degli stadi e tutto il resto legato al calcio italiano che era convinto di avere già in tasca Euro 2012?
“No. Abbiamo perso, anche se fa male, una gara. Prendiamola sportivamente. Il calcio con il suo progetto di rinnovamento va avanti come la ristrutturazione degli stadi”.
Onorevole Melandri, ha parlato degli stadi e della loro ristrutturazione e ha affermato che il lavoro non verrà interrotto.
“Dobbiamo modificare al più presto un sistema che non funziona più. Il modello degli stadi italiani va cambiato profondamente non solo per quanto riguarda le struttura ma anche con la gestione. Gli stadi dovranno essere privatizzati”.
C.s.
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