“Cara Giovanna..”, “Egregio Ministro, mi permetto di segnalarti…”. Giovanna è la Melandri, ministro delle Politiche Giovanili, gli scriventi deputati di destra e sinistra, assessori regionali, semplici consiglieri. Tutti, senza distinzione e senza pudori, dati i tempi delle intercettazioni facili, a esercitare la più tipica arte italiana, quella della raccomandazione.
La cosa più curiosa è che la Melandri le decine di raccomandazioni: scritte e sottoscritte anche su carta intestata della Camera dei Deputati e dell’Assemblea Regionale Siciliana, le ha ricevute per quello che avrebbe dovuto essere il più tipico dei concorsi destinato a premiare il merito e il talento dei giovani. Solo quello e niente altro.
Il ministro per le Politiche giovanili lo ha chiamato “Giovani idee cambiano l’Italia”, due milioni di euro lo stanziamento complessivo, divisi in 64 progetti finanziabili con 35 mila euro ciascuno. Requisito indispensabile: la bontà delle idee proposte, la qualità e la loro -fattibilità. Insomma, un modo per far capire ai giovani che l’intelligenza e i progetti innovativi premiano, che non è necessario tentare di farsi largo nella vita puntando su Un qualsiasi padrino, che basta studiare e credere in se stessi per raggiungere traguardi importanti. Da tutta Italia al ministero di Largo Chigi sono giunti 3.639 progetti, presentati da giovani fra i 18 e i 35 anni. singolarmente o in gruppo, 16 mila partecipanti, il sessanta per cento laureati, il 36% con titolo di studio superiore.
Ma anche le raccomandazioni sono state una vera mitragliata. Inverosimile e imprevista, data la natura dell’iniziativa. “Ma noi non ne abbiamo tenuto alcun conto - assicura Giovanna Melandri - anzi, le lettere le abbiamo puntualmente cestinate”. Non prima, tuttavia, di averne fatto abbondanti fotocopie, nomi dei mittenti cancellati per evitarne l’identificazione.
Il progetto, dunque, è andato in porto secondo le regole del merito: ha premiato 64 idee nel campo dell’innovazione tecnologica, dell’impegno civile e utilità sociale, sviluppo sostenibile e gestione di servizi urbani e territoriali per la qualità della vita dei giovani. Tutti i progetti sono stati esaminati e prescelti da una commissione di valutazione esterna al Ministero.
Fra i più interessanti, da Pisa il “Monitoraggio clinico da casa” per pazienti che possono quotidianamente verificare i parametri fisiologici (pressione, frequenza cardiaca) con un’innovativa piattaforma wireless; da Reggio Calabria “l’Archivio multimediale dell’anti-mafia” che raccoglierà documenti storici, atti giudiziari, cronache e testimonianze sulla ‘ndrangheta calabrese, il tutto in un sito internet; dall’Emilia Romagna “Funerali e memoria laica” per l’organizzazione e lo svolgimento di funerali laici, con allestimento di spazi per il commiato, attualmente non previsti nel nostro Paese; da Roma un “Videogioco per sviluppare l’empatia” da diffondere nelle scuole, con il quale l’utente interpreta il ruolo e assume il punto di vista di un individuo diversamente abile.
“Volevamo dare una concreta opportunità alle nuove generazioni-ha detto la Melandri - con un obiettivo fondamentale: le politiche giovanili non devono mai diventare assistenziali. Questo concorso vuole essere anche nel futuro un incubatore di innovazione e creatività giovanile, perché le istituzioni devono dare fiducia ai giovani, sostenendone il merito e il talento”.
Resta l’amara constatazione che molti dei partecipanti non hanno tralasciato di ricorrere alla solita raccomandazione, l’ormai classico aiutino, per far giungere in porto vittoriosamente il proprio progetto. Tutti regolarmente bocciati.
Le iniziative del Pogas in materia di politiche giovanili
I provvedimenti in favore dei giovani
L'accordo tra il POGAS e l'ABI
Il Codice etico e le iniziative del Pogas
Le iniziative del Pogas in materia di sport
I provvedimenti in favore delle attività sportive
Le agevolazioni fiscali per lo sport dilettantistico e le famiglie
L'intesa tra il POGAS ed il Ministero della Salute