Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
L.go Chigi 19 - 00187 Roma

Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

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Il Messaggero 22 dic. 2007 - “Premio al merito dei giovani creativi, dai politici piovono raccomandazioni”

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Giovani idee cambiano l'Italia“Cara Giovan­na..”, “Egregio Ministro, mi permetto di segnalarti…”. Giovanna è la Melandri, mi­nistro delle Politiche Giova­nili, gli scriventi deputati di destra e sinistra, assessori regionali, semplici consiglie­ri. Tutti, senza distinzione e senza pudori, dati i tempi delle intercettazioni facili, a esercitare la più tipica arte italiana, quella della racco­mandazione.

La cosa più curiosa è che la Melandri le decine di rac­comandazioni: scritte e sot­toscritte anche su carta inte­stata della Camera dei Depu­tati e dell’Assemblea Regio­nale Siciliana, le ha ricevute per quello che avrebbe dovu­to essere il più tipico dei concorsi destinato a premia­re il merito e il talento dei giovani. Solo quello e niente altro.

Il ministro per le Politi­che giovanili lo ha chiamato “Giovani idee cambiano l’Italia”, due milioni di euro lo stanziamento complessi­vo, divisi in 64 progetti fi­nanziabili con 35 mila euro ciascuno. Requisito indi­spensabile: la bontà delle idee proposte, la qualità e la loro -fattibilità. Insomma, un modo per far capire ai giovani che l’intelligenza e i progetti innovativi premia­no, che non è necessario ten­tare di farsi largo nella vita puntando su Un qualsiasi pa­drino, che basta studiare e credere in se stessi per rag­giungere traguardi impor­tanti. Da tutta Italia al mini­stero di Largo Chigi sono giunti 3.639 progetti, presen­tati da giovani fra i 18 e i 35 anni. singolarmente o in gruppo, 16 mila partecipan­ti, il sessanta per cento laure­ati, il 36% con titolo di stu­dio superiore.

Ma anche le raccomanda­zioni sono state una vera mitragliata. Inverosimile e imprevista, data la natura dell’iniziativa. “Ma noi non ne abbiamo tenuto alcun conto - assicura Giovanna Melandri - anzi, le lettere le abbiamo puntualmente ce­stinate”. Non prima, tutta­via, di averne fatto abbon­danti fotocopie, nomi dei mittenti cancellati per evi­tarne l’identificazione.

Il progetto, dunque, è an­dato in porto secondo le re­gole del merito: ha premiato 64 idee nel campo dell’inno­vazione tecnologica, dell’im­pegno civile e utilità sociale, sviluppo sostenibile e gestio­ne di servizi urbani e territo­riali per la qualità della vita dei giovani. Tutti i progetti sono stati esaminati e pre­scelti da una commissione di valutazione esterna al Mi­nistero.

Fra i più interessanti, da Pisa il “Monitoraggio clini­co da casa” per pazienti che possono quotidianamente verificare i parametri fisiolo­gici (pressione, frequenza cardiaca) con un’innovativa piattaforma wireless; da Reggio Calabria “l’Archivio multimediale dell’anti-ma­fia” che raccoglierà docu­menti storici, atti giudiziari, cronache e testimonianze sulla ‘ndrangheta calabrese, il tutto in un sito internet; dall’Emilia Romagna “Fu­nerali e memoria laica” per l’organizzazione e lo svolgi­mento di funerali laici, con allestimento di spazi per il commiato, attualmente non previsti nel nostro Paese; da Roma un “Videogioco per sviluppare l’empatia” da dif­fondere nelle scuole, con il quale l’utente interpreta il ruolo e assume il punto di vista di un individuo diver­samente abile.

“Volevamo dare una con­creta opportunità alle nuove generazioni-ha detto la Me­landri - con un obiettivo fondamentale: le politiche giovanili non devono mai diventare assistenziali. Que­sto concorso vuole essere an­che nel futuro un incubatore di innovazione e creatività giovanile, perché le istituzio­ni devono dare fiducia ai giovani, sostenendone il me­rito e il talento”.

Resta l’amara constata­zione che molti dei parteci­panti non hanno tralasciato di ricorrere alla solita racco­mandazione, l’ormai classi­co aiutino, per far giungere in porto vittoriosamente il proprio progetto. Tutti regolarmente bocciati.

 

 

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