Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
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Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

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Il Sole 24 Ore 07 mar. 2007 - Tre idee per la generazione low cost

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il sole 24 ore 07 03 2007“Nove mesi fa eravamo all’anno zero. Ora siamo a metà del cammino, ma alcuni risultati li abbiamo raggiunti. Siamo nati come Ministero senza portafoglio, ora abbiamo 360 milioni di euro da spendere bene in tre anni”.
È parzialmente soddisfatta Giovanna Melandri, ministro per le Politiche giovanili e dello sport: “Soprattutto perché abbiamo fatto uscire i giovani dal rischio-ghetto e abbiamo inserito questa tematica dentro il tavolo sulla riforma del Welfare”.

Intanto domani presenterete insieme al ministro del Lavoro, Cesare Damiano, un protocollo d’intesa sul tema.
“È l’esempio di questa politica di coprogrammazione e di alleanze strategiche, che coinvolgono anche il territorio. Non penso solo ad azioni specifiche e di settore per i giovani, ma ad azioni di sistema di tutto il Governo”.

I giovani restano comunque ancora una generazione senza voce.
“Viviamo un curioso paradosso: le generazioni tra 16 e 30 anni fanno fatica a entrare concretamente nei programmi della politica e sono deboli, mentre in questo silenzio assordante si afferma e si manifesta il giovanilismo della mezza età”.

Uno dei temi strategici è quello della creazione di un percorso di stabilizzazione del lavoro.
“Già con la Finanziaria si sono introdotte molte novità in questa direzione, dal cuneo fiscale alla creazione di un Fondo, dalla malattia alla maternità per gli atipici. Ora il tema rientra nel secondo capitolo del tavolo per il Welfare, dove si gioca una partita importante e complessa, che è quella del rifacimento del sistema di ammortizzatori sociali, che deve valere sia per i lavoratori a tempo indeterminato sia per i lavoratori cosiddetti non standard. Una questione rilevante è che ci vogliono ingenti risorse e che il buon lavoro flessibile deve costare il giusto prezzo”.

Gli abusi di formule flessibili nascono da asimmetrie di costi e dalla presenza forse di troppi canali d’ingresso?
“Sì, è necessario ridurre i bacini di pura convenienza economica che creano distorsioni. E senza furie iconoclaste sulla riforma della Biagi dovremo conservare le formule della buona flessibilità, che sono le più garantite, come per esempio il lavoro temporaneo, e cancellare le altre, come il lavoro in coppia, il lavoro a chiamata e lo staff leasing”.

C’è poi la questione dell’introduzione di un sistema di tutele minime al di là del tipo di rapporto di lavoro.
“Sempre nella partita dei nuovi ammortizzatori vanno introdotte delle tutele universalistiche per tutti. Non è più possibile che vi siano protezioni solo per chi è titolare di un contratto a tempo indeterminato”.

Poi all’orizzonte vi è la bomba previdenziale.
“Se guardiamo la realtà con il binocolo delle giovani generazioni il futuro appare incerto e molto nuvoloso. Tenendo insieme la sostenibilità del sistema previdenziale e la sua equità, abbandonando le logiche di far cassa o di redistribuzione del reddito tra padri-figli, dobbiamo puntare su tre obiettivi: la possibilità di cumulare e di totalizzare periodi contributivi diversi e discontinui; lo sviluppo di un maggiore tasso di occupazione giovanile oltre che femminile; e la gestione flessibile dell’età pensionistica, favorendone il prolungamento e la gestione dell’invecchiamento attivo. Solo così i nostri giovani potranno avere una futuro previdenziale dignitoso. Il vero patto generazionale lo si costruisce sul nuovo Welfare”.

Intanto i giovani restano sino a tardi in famiglia.
“Su questo punto mi sento molto determinata e combattiva. Ci sono 4,5 milioni di giovani di 25-35 anni che vivono in casa. Io mi batto per l’aliquota unica per i possessori di case che vogliono affittare a categorie particolari; sono per una misura fiscale di vantaggio per gli studenti universitari fuori sede, da estendere a tutti gli under 30, con particolare riguardo agli incapienti. Questo è uno di quegli indicatori culturali che può avere conseguenze economiche e sociali rilevanti. Per la generazione “low cost” ci vogliono affitti “low cost”".

W. P.

 

 

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