Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
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La Gazzetta dello Sport 08 feb. 2007 - Lolli: “Quante telefonate di politici …”

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08 02 Sottosegretario allo sport Giovanni Lolli il suo è diventato il “telefono amico” dei presi­denti?

“Si, sto mantenendo que­ste relazioni. E’ giusto ascol­tare chi ha dei problemi, per respingere atteggia­menti punitivi”.

Quali?
“Quelli di chi dice ai presi­denti: cacciate i soldi e non rompete le scatole”.

Lei è “buonista”?
“No, credo che i presiden­ti di soldi ne mettano e han­no problemi”.

Riceve richieste strane o esagerate?
“Non dai presidenti. Se mi giura di non chiedere i nomi…”

Giuro
“Mi arrivano molte telefo­nate di politici che mi chie­dono se si può fare una “ec­cezione” per riaprire lo stadio delle loro città”

Che cosa risponde?
“Non le dico le risposte integrali, ma il succo è no. Anche a grossi personaggi”

Altre curiosità?
“Anche Matarrese ci ha chiesto di eliminare i bi­glietti omaggio. Coi biglietti omaggio certi presidenti coltivano il consenso”.

E anche il “favoreggiamento” del tifo violento?
“Sono state pubblicato pure delle intercettazioni telefoniche in tal senso”

Un tifo diventato “mestiere” a cui pagare il “pizzo”?
“Sì, sono fiorite delle attività economiche di tifosi”.

Li avete censiti?
“È vietato ai presidenti di intrattenere “rapporti di la­voro” coi tifosi. Ma il nocciolo sono i biglietti. Alcune società cedono “blocchi” di biglietti al tifo che li rivende­”

Mandate la Guardia dì finanza?
“No, abbiamo proibito quei “passaggi” di biglietti:E sul posto si potranno acquistare al massimo cinque biglietti nominali”.

Altri disoccupati del tifo in arri­vo?
“Penseremo a qualche ammortizzatore sociale”.

Tutti cattivi tifosi, di questi tempi?
“Non è vero, qualche gior­no fa, con la ministro Melan­dri, abbiamo la Rete Fare”.

Che cos’ha di diverso?
“E una organizzazione di tifosi che rifiutano il razzi­smo e la violenza. Per pri­ma cosa, Carlo Balestri, a nome di Fare, ci ha detto: “È da tempo che aspettava­mo che qualcuno ci chia­masse”. Le persone perbe­ne vanno ascoltate”.

Gianni Bondini

 

 

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