Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
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Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

Politiche Giovanili » Interviste

La Repubblica 22 giu. 2007 - “Welfare, per i giovani 600 milioni”

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Foto di giovani al computerROMA - “I giovani sono entrati prepotentemente nel negoziato per la riforma del welfare. Non era mai accaduto nelle passate legislature”. Giovanna Melandri, ministro per le Politiche giovanili, è appena tornata da Palazzo Chigi. Dalle forze sociali ha incassato l’appoggio al “pacchetto giovani”. Dice di essere soddisfatta e annuncia che “vigilerà” perché le risorse destinate ai giovani non mutino direzione.
Non ritiene che siano pochi i 600 milioni per i giovani rispetto ai miliardi (non meno di 2,5) necessari per superare lo scalone e difendere le vecchie pensioni di anzianità?
“Intanto vorrei dire che i 600 milioni sono tanti, rispetto allo
zero dei decenni passati e non sono neanche pochi rispetto ai 2,5 miliardi di extragettito destinati allo stato sociale. E’ la prima volta che accade nella storia d’Italia. E poi ci sono misure che non costano: dalla totalizzazione dei contributi al riscatto della laurea. Perché il nostro obiettivo è di far sì che neanche un euro di versamenti degli under 30 vada perso. In un sistema previdenziale contributivo questo è decisivo. Con la totalizzazione i contributi versati in diversi fondi potranno confluire in uno solo. Il riscatto costerà di meno e potrà essere fatto nell’arco di un decennio, per esempio, contro gli attuali tre anni”.

Tra le misure indirizzate ai giovani c’è anche l’aumento dei contributi per i parasubordinati. Le imprese l’hanno criticato perché aumenterà il costo del lavoro. Non c’è il rischio è che si riducano le opportunità di lavoro per i giovani?
“Assolutamente no. Abbiamo sempre detto sì alla flessibilità e no alla precarietà. Sono due cose diverse. L’aumento dei contributi per i parasubordinati contribuisce a sviluppare una posizione pensionistica dignitosa per i giovani. Questo deve essere uno degli obiettivi di un governo riformatore. Per noi il lavoro atipico deve costare un euro di più di quello standard”.

Condivide la proposta della sua collega Emma Bonino di aumentare l’età per la pensione delle donne?
“Questa domanda ci riporta all’interno del radar ristretto del dibattito politico italiano, mentre per una volta il raggio di azione si è allargato. Io, comunque, in linea di principio non sono contraria. La parità deve riguardare le retribuzioni, le pensioni e dunque anche l’età”.

C’è una proposta per i giovani che ha dovuto rimettere nel cassetto?
“Le proposte per le quali mi sono battuta fanno parte del pacchetto presentato alle parti. Sono le misure che chiedono i giovani e gli universitari. Tengo moltissimo anche all’aumento dell’importo per le borse e gli assegni di studio” .

(r. ma.)

Consulta la relazione del Ministro Cesare Damiano ‘’Crescita ed equità”

 

 

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