ROMA - Fare uscire i giovani dalle case di mamma e papà, agevolare gli “under 30″ nel pagamento degli affitti e aiutarli a trovare un lavoro. Metterli al centro delle riforme e far in modo che lo sviluppo del paese parta da loro.
E’ l’obiettivo con il quale Giovanna Melandri, ministro delle Politiche giovanili, interverrà ai tavoli di concertazioni avviati fra governo e parti sociali.
Ministro, là però si parlerà soprattutto di pensioni, di quale debba essere l’età per andarci e di come si debbano correggere i calcoli
“Temi sui quali si troverà un equilibrio, pur tenendo conto del fatto che l’età dovrà essere rialzata perché così vuole l’andamento demografico. Ma cambiare il welfare vuol dire anche intervenire sugli ammortizzatori sociali, che sono fermi dagli anni
`60 e fanno riferimento a un modello di lavoro e di famiglia che non esiste più”.
Cosa intende proporre?
“Interventi che sostengano il reddito e stabilizzino il lavoro”.
Che però per i giovani resta di gran lunga precario
“Appunto. E per questo che per il welfare punteremo a quattro obiettivi: dare la possibilità di cumulare tutte le gestioni contributive, coprire con i contributi anche i periodi di non lavoro
fra un contratto a termine e un altro, fare in modo che il riscatto della laurea sia possibile a costi accessibili e continuare ad alzare le aliquote contributive versate per il lavoro atipico.
Poi, bisogna intervenire sulla casa, aiutare i giovani ad andarsene da quella dei genitori”.
Ma con stipendi bassi e lavoro precario come si fa a trovarne una?
“Al tavolo che si aprirà anche su questo tema proporrò di estendere le facilitazioni fiscali che abbiamo previsto in Finanziaria per gli studenti fuori sede: oggi loro stessi, o se incapienti, le loro famiglie, possono portare in detrazione 2.600 euro l’anno”.
A chi vorrebbe estendere lo sconto?
“L’ideale sarebbe poter allargare la detrazione sugli affitti a tutti i ragazzi italiani che hanno meno di trent’anni”.
Con che tetto di reddito?
“L’ideale sarebbe che non ci fossero tetti, visto che 4,5 milioni di giovani fra i 25 e i 35 anni vorrebbero andarsene, ma non possono”.
Ma se le risorse serviranno a tagliarel ‘Ici sulla prima casa cosa resterà per questo obiettivo?
“Discutiamone appunto: l’Ici sulla casa per me non è una priorità: agire su quell’imposta vuol dire privilegiare chi una casa già ce l’ha, chi già ha formato una famiglia. Vogliamo pensare anche a quelle che verranno?”.
Luisa Grion
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