ROMA - “Poche, arrabbiate, violente, sciagurate, cretine. Hanno sporcato una manifestazione bella, un corteo pacifico, festoso. Non mi era mai capitata una cosa del genere”. Giovanna Melandri, ministro donna cacciato da una decina di irriducibili organizzate, non si è ancora ripresa. E ormai lontana dal teatro dello scontro, attaccata al cellulare: “Voglio parlare con Stefania Prestigiacomo, dirle che mi dispiace per quel che è successo a lei”. Intanto è Veltroni a chiamare: “Ciao Walter, hai visto? E’ stata una cosa davvero spiacevole. Non avrei mai pensato…”.
Ministro, le ha viste in faccia le sue contestatrici?
“Sì,non erano giovanissime. Erano arrabbiate, urlavano, un piccolo sparuto gruppo di donne violente”.
Donne violente?
“Ahimé sì, cretinamente e assurdamente violente, in una bella giornata contro la violenza. Evidentemente hanno letto alla rovescia la piattaforma della manifestazione oppure hanno consapevolmente voluto rovinarla”.
C’è sempre chi brucia la bandiera. Una minoranza…
“E’ questo che fa rabbia: che una minoranza di sciagurate, con il loro radicalismo politico e culturale, guasti l’esito di un’iniziativa così giusta, commetta un autogol che non aiuta le donne, se la prenda con persone che, nel 1994, superando steccati ideologici e culture diverse, sono riuscite in Parlamento a far approvare finalmente una legge contro la violenza sessuale”.
Sta parlando di Stefania Prestigiacomo?
“Anche di lei. Mi dispiace che l’abbiano allontanata. L’ho detto, arrivando a piazza Navona. Poi è toccato a me, alla Pollastrini, alla Turco”.
Diciamo che, in un certo senso, un’accoglienza fredda poteva essere prevedibile. Gli organizzatori, su “Liberazione”, l’avevano chiesto: “Niente vetrina. I volti noti stiano a casa, i ministri stiano in silenzio”…
“Ma un invito del genere è assolutamente irricevibile. Come si fa a chiedere a una come la Pollastrini, alla vigilia della giornata mondiale contro la violenza, di starsene a casa! Essere alla manifestazione era un dovere”.
Le persone che vi hanno cacciato pensano che voi ministre donne siate complici di un governo promotore di “politiche repressive” in materia di sicurezza.
“Sto cominciando a realizzare adesso che questo è il vero punto: ce l’hanno con il governo per il pacchetto sicurezza. Per questo ci hanno contestato. Mi ricordo lo striscione che impugnavano sul palco: “Governi di destra, governi di sinistra. La violenza è sempre fascista”. Tutti uguali, tutte uguali le istituzioni in quanto tali, i governi, da buttare… Hanno fatto inquadrare lo slogan dalle telecamere e poi se la sono presa con La7. Anche questo, davvero un bel risultato: boicottare l’unica televisione che aveva deciso di coprire la manifestazione”.
Alla fine della giornata che aggettivi rimangono?
“Sono amareggiata ma voglio anche dire che questo episodio non può cancellare la straordinaria presenza in piazza di tante donne. Non lasceremo cadere il significato di questa partecipazione, non lasceremo che vinca la violenza verbale, retorica, anche di poche”.
Ci tolga una curiosità. Ma è vero, come denunciano le organizzatrici, che alla manifestazione si è presentata con le guardie del corpo?
“Ma figuriamoci! Siamo al delirio totale”.
Alessandra Longo
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