ROMA - Ministro Melandri, e se succedesse anche in Italia quello che succede al Tour?
“Converrebbe fermarci. Il ciclismo è uno sport amato, popolare: ma qui mi sembra che abbiamo ormai superato una certa soglia”.
Fermare le corse per fare cosa?
“Per una pausa di riflessione su quanto sta succedendo. Il mondo del ciclismo deve riflettere su se stesso”.
Ma col doping è una battaglia persa?
“No, assolutamente: è una battaglia da combattere. Sempre, e di più. Ma l´antipoding e la ricerca devono andare più veloci del doping”.
In Italia facciamo abbastanza?
“Direi di sì, siamo schieratissimi”.
Come?
“Il nostro contributo alla lotta al doping è importante: abbiamo predisposto la ratifica della convenzione promossa dall´Unesco nel 2005. E´ stato colmato il ritardo con un disegno di legge e mi auguro che incontri in breve tempo il favore del Senato”.
Basta?
“Vorrei anche ricordare che stiamo arrivando ad un´intesa fra il mio Ministero, quello della Salute, ed il Coni per chiarire gli ambiti delle rispettive competenze. Siamo impegnati su tanti fronti: certo che al Tour è stata davvero superata una soglia incredibile…”.
di Fulvio Bianchi
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