Ministro Melandri, è pronta per la cerimonia?
“Certo! Una levataccía, che mi ricorda levatacce di altri tempi. Quasi ogni domenica ci svegliavamo all’alba per partecipare alle varie escursioni. Io ho fatto cinque anni nel gruppo Roma 33, quattro da coccinella e uno da guida. Ho avuto inoltre la fortuna di avere come punto di riferimento spirituale padre Balducci, che Giorgio La Píra considerava il più anticlericale dei preti”.
Ricordi legati a quell’esperienza?
“Il primo bivacco a Subiaco. Mia figlia va tranquillamente in gita da sola. Ma a quel tempo il pernotto con gli scout era una delle poche occasioni di autonomia. Negli scout si procede per brevetti, in base alle varie abilità che si acquisiscono nel tempo: cuoco, falegname, fuochista, pittore… Mi ricordo che nella nostra sestiglia mista ci divertivamo facendo in modo che i brevetti tipicamente maschili fossero presi dalle femmine e viceversa”.
“Scout una volta, scout per sempre”, è vero questo motto del movimento?
“Assolutamente sì. E’ un’esperienza formativa molto speciale e positiva. E’ una scuola di autonomia e di responsabilità, basata sul “fare squadra”. I due sentimenti che porto ancora con me sono il senso di assoluta solennità di quando anch'’io ho pronunciato la promessa, che per un bamnbino di 8-10 anni è molto importante.
E poi l’idea del dare sempre il meglio di sè, che poi ti rimane nella vita”.
Ro.Tal.
la foto è tratta dal sito : www.jamboree2007.it
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