Un percorso che sembrava già scritto si è trasformato in una strada in salita. Il decreto contro la violenza negli stadi è appeso ad un voto. Cosa accadrà oggi in Senato?
“Sono ottimista, profondamente ottimista per il semplice fatto che se il provvedimento anti-violenza dovesse decadere la gente non capirebbe il perché. Questo i senatori lo sanno bene, mi affido al loro senso di responsabilità”.
Facciamo un salto in avanti. Il decreto viene approvato, ma non nel testo licenziato dalla Camera. Tradotto: il testo deve tornare a Montecitorio a poche ore dalla sua decadenza e dalla chiusura del Parlamento per la Pasqua. E i tempi?
“Facciamo un salto indietro. Siamo solo alla vigilia di un voto che, ripeto, convertirà il provvedimento in legge senza bisogno di ulteriori esami. Stiamo parlando di un testo che ha già portato notevoli risultati in queste settimane”.
Il Governo come si prepara al passaggio del decreto a Palazzo Madama?
“I segnali sono positivi. Sono in contatto con il ministro Amato e il sottosegretario agli Interni Minniti: la fiducia nasce anche dalle posizioni assunte dai gruppi al Senato. Gli emendamenti votati all’unanimità in Commissione vanno a toccare questioni non proprio legate alla lotta contro la violenza in senso stretto e, per questo, se ne potrà discutere più avanti. C’è il nostro impegno a nuove modifiche con un successivo decreto”.
Nei pochi emendamenti approvati in Commissione al Senato c’è quello che consegna alle società di calcio l’onore per le spese di messa a norma degli stadi.
“Spese che in gran parte i club hanno già fatto vista la situazione generale degli impianti italiani oggi rispetto a quando non c’era il provvedimento anti-violenza”.
Il mondo del calcio, nei suoi appelli, ha legato l’approvazione del decreto alla stessa candidatura per Euro 2012. Senza legge, niente Europei.
“Una cosa sia chiara: l’impegno del governo al fianco della candidatura italiana per Euro 2012 è totale, ma la lotta per garantire la sicurezza nei nostri stadi va ben al di là dell’ottenimento degli Europei. Siamo impegnati da tempo a cambiare il modo di vivere lo sport in Italia sotto più profili”.
Il calcio, intanto, ha voltato pagina. Abete presidente, per i vice bisognerà attendere.
“Ho già avuto un contatto telefonico con il nuovo numero uno della Federcalcio. La fase commissariale gli consegna una federazione nuova: norme e codici che nascono dall’esigenza che una Calciopoli bis non si ripeta. Adesso bisogna continuare nel processo di riforma che passa anche dall’approvazione del decreto contro la violenza”.
Quando parla di uno sport italiano da vivere in modo diverso a cosa si riferisce?
“A tutta una serie di iniziative già prese o da prendere. E’ di queste ore l’annuncio di un’importante novità, la detrazione dal bilancio familiare del 19 per cento (tetto massimo 210 euro, ndr) per le spese riguardanti la pratica sportiva dei ragazzi dai 5 ai 18 anni: alla famiglie dico di mantenere ricevute e scontrini. Fare attività sportiva non deve essere un lusso”.
Rifacciamo un salto in avanti. Se il decreto non viene convertito, ma deve tornare alla Camera…
“Non accadrà. Il momento è importante, ma la fiducia è tanta. Ci sarà tempo per discutere di aspetti giustamente evidenziati dal lavoro parlamentare, ma che non si legano strettamente alla lotta contro la violenza”.
Guglielmo Buccheri
Le iniziative del Pogas in materia di politiche giovanili
I provvedimenti in favore dei giovani
L'accordo tra il POGAS e l'ABI
Il Codice etico e le iniziative del Pogas
Le iniziative del Pogas in materia di sport
I provvedimenti in favore delle attività sportive
Le agevolazioni fiscali per lo sport dilettantistico e le famiglie
L'intesa tra il POGAS ed il Ministero della Salute