ROMA - Ministro Melandri, l’Italia delle donne continua a brindare ai trionfi.
“Stiamo parlando di grandi atlete, di ragazze, ma anche mamme straordinarie Sono solo la punta di un iceberg: dietro di loro c’è un movimento al femminile in grande fermento, basti pensare al numero di iscritte alle varie federazioni”.
Donne da copertina, uomini un po’ meno. La parità nello sport è raggiunta?
“La raggiungeremo quando al mondo femminile verrà riconosciuto il professionismo o, almeno, il semi-professionismo. Oggi, fra gli atleti e le ragazze c’è uno status giuridico diverso, ma stiamo lavorando perché vengano parificati”.
A cosa si riferisce?
“Alla riforma della Legge 91 sul professionismo, nostro obiettivo per il 2008. Uno dei traguardi è quello di tutelare la donna nello sport, penso al momento del reinserimento
nel lavoro o alla maternità. Oggi le future mamme ottengono tutela solo perché così prevedono singole federazioni come la scherma”.
Successi azzurri proprio nelle ore in cui dal Coni si lancia l’allarme: in cassa mancano 12 milioni di euro già previsti a meno di un anno da Pechino.
“Chiedo al presidente Petrucci di dare una visione complessiva alla manovra finanziaria. Abbiamo, fra le altre cose, istituito il fondo per lo sport sociale, stanziato i 20 milioni di euro per gli stadi, assegnato contributi aggiuntivi al Comitato Paralimpico e per i grandi eventi. Il Coni è un ente pubblico e come
tale colpito da norme che tagliano risorse: i 450 milioni di euro per il 2008 ci sono, per i 12 che mancano mi sto adoperando. Anche ieri ne ho parlato con il presidente Prodi”.
I soldi scatenano fughe sull’Aventino, veleni e duelli. Nel
calcio sono in ballo i proventi delle tv da vendere tutti insieme e ridistribuire in modo più equo possibile a partire dal 2010. Grandi e piccole litigano, la Lega vacilla e il governo?
“II pallone italiano ha una grande occasione, non la sprechi. Siamo ancora in attesa di una proposta, il tempo stringe”.
Tradotto: se l’accordo non arriva entro ottobre sarà il governo ad intervenire. E’ così?
“Il governo deve rispettare i tempi della legge delega votata dal Parlamento a larghissima maggioranza. E io quei tempi li rispetterò: i presidenti di calcio hanno 15 giorni per disegnare il “loro” futuro strategico in ossequio ai principi stabiliti nel luglio scorso”.
Vendita collettiva, redistribuzione della parte più consistente in parti uguali, il resto tenendo conto della storia e del bacino d’utenza dei singoli club senza dimenticare i fondi per i settori giovanili. Questa la strada indicata?
“Vogliamo costruire un sistema che da un lato valorizzi ancora di più il prodotto calcio e non solo in Italia. Dall’altro, c’è l’esigenza di offrire uno spettacolo più affascinante, incerto e in grado di far innamorare sempre più tifosi. In questo progetto devono credere i patron dei club”.
Juve, Milan, Inter, Roma e Napoli temono perdite in bilancio.
“Io rappresento il ministero dello Sport, quindi la mia è una visione globale del problema. Il sistema attuale va cambiato ma, allo stesso tempo, nessuno pensa ad espropriare qualcosa a chi la detiene. Dico solo che dagli 800-900 milioni incassati oggi dal pallone si può passare ad oltre un miliardo di euro in prospettiva”.
Facciamo un salto avanti. Scadono i 15 giorni, dalla Lega Calcio nessun segnale, il governo…
“Stiamo lavorando da tempo a quella che può diventare la nostra soluzione. Anzi, posso dire che è già nel cassetto. Ma voglio restare fiduciosa nonostante quello che leggo: Matarrese ha una grande possibilità per far valere l’autonomia del calcio, ma i tempi del legislatore sono noti e non da ieri”.
Il decreto attuativo è sul tavolo, dunque?
“Dal 2010 il sistema cambierà. Così come sono stati venduti finora i diritti tv non hanno portato a grandissimi risultati. Ora ci aspettano due anni transitori perché i contratti in essere vengano rispettati. Poi, si cambia”.
L’attuale governance della Lega Calcio è la più adatta a gestire la “rivoluzione”?
“Non è una questione di nomi. In futuro dovrà cambiare anche il modo di gestire il calcio. Servirà uno spirito imprenditoriale, editor del proprio prodotto. I diritti tv occupano la scena, ma c’è anche la questione del merchandising e degli stadi da valorizzare: i marchi storici dei club dovranno pesare di più e in Finanziaria abbiamo previsto 20 milioni di euro per sostenere il progetto dei nuovi impianti così come avviene in giro per l’Europa”.
Guglielmo Buccheri
La foto di Valentina Vezzali è tratta dal sito della federscherma
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