ROMA- Oggi Giovanna Melandri presenterà il logo della lista “Con Walter: ambiente, innovazione, lavoro”. Ancora convalescente dalla polmonite, la ministra per lo Sport e le Politiche giovanili spiega qual’ è lo “spirito” che la muove nel sostenere Veltroni.
Cosa si propone la sua lista?
“Il 14 ottobre non eleggiamo solo la leadership ma l’assemblea costituente, che dovrà anche decidere il profilo, lo statuto, i valori del Pd. C’è però molta confusione: andare a votare il 14 ottobre per accendere i motori di questo partito non vuole dire iscriversi automaticamente”.
Ma non è previsto nelle regole delle primarie?
“Si, ma l’interpretazione deve essere più libera, altrimenti si limita la partecipazione, come ha detto anche Enrico Letta. Valorizziamo invece il carattere inedito, in Italia e nelle democrazie occidentali, del processo costituente al quale spero partecipino milioni di cittadini”.
Qual è il contributo che vuoi dare la lista?
“Nel sostenere la candidatura di Veltroni proviamo ad arricchire l’offerta politica con tre temi: l’ambiente, l’innovazione sociale e culturale, il lavoro. Stiamo mettendo insieme una lista plurale, collettiva, con persone dalle esperienze più varie”.
Vuol essere “di sinistra”?
“Si può dire che è una lista dell’innovazione, per rimescolare le culture, ribaltare gli schemi. Dal contenuto innovativo nel discorso del Lingotto abbiamo tirato tre fili: l’ambiente del Sì e del progetto, i temi dell’innovazione culturale e il patto generazionale, il lavoro. Ma abbiamo uno spirito cooperativo, non siamo in competizione con le altre liste. Vogliamo allargare le adesioni a chi non ha una tessera, ai giovani, le generazioni che vivono sulla pelle la rottura della sequenza: formazione, lavoro, pensione. Il governo ha fatto i passi giusti: il Protocollo sul Welfare siglato con le parti sociali, il lavoro di Damiano, sono i primi mattoni del patto generazionale al centro dell’identità progettuale del Pd”.
Quali sono i nomi della lista?
“Vari, gli “ecodem”, le persone impegnate sui temi del sapere: Andrea Ranieri, il ministro Nicolais, ricercatori, professori universitari; Achille Passoni e Beniamino Lapadula della Cgil; l’esperienza on line dei mille giovani di Luca Sofri, Marco Simoni e Scalfarotto; le organizzazioni giovanili di Ds e DI, il gruppo dei Cento passi e tanti altri”.
Come Anna Finocchiaro, un nome più legato al partito.
“Sono felice che aderiscano personalità autorevolissime sul piano istituzionale come Anna, decisiva per rafforzare questa prospettiva, o come Tiziano Treu e Damiano. C’è anche la disponibilità di Santagata”.
Il cantantautore De Gregori è freddino su Veltroni…
“Ognuno è libero di sostenere chi vuole. È il bello del Pd”
Quante persone hanno aderito alla lista, finora?
“La stiamo costruendo, poi nascerà sul territorio. Per fortuna i 45 hanno stabilito che il processo costituente deve partire dal basso, e di non affidare questi temi solo alla leadership”.
C’è troppa competizione? Rosy Bindi è agguerrita…
“Non voglio polemizzare con Rosy, ma ha impostato la sua campagna contro la candidatura di Veltroni, quasi delegittimandola. Mi sarei aspettata un confronto maggiore sui contenuti, ma spero che questo possa ancora avvenire, il tempo c’è”.
A proposito di cose “di sinistra”, è giusto il pacchetto del governo sulla sicurezza?
“L’illegalità è l’illegalità. La lotta al lavoratore al nero, sfruttato, è anche il contrasto alla microcriminalità, che non può essere delegato alla destra”.
A costo di fare cose “di destra”?
“Ma perché di destra? Nego che battersi contro il piccolo scippatore o l’aggressione alla minorenne sia di destra. Dietro al lavavetri c’è il racket, ma il primo lavora per dare l’80 % al racket. Vanno affrontati entrambi”.
Non si parla troppo di carcere?
“Col ministro Amato abbiamo studiato pene alternative al carcere. Discutiamone, ma non vedo perché l’educazione alla legalità sia di destra. Certo, per i giovani, più che dei graffitari mi interessa trovare una soluzione seria al problema della casa per quei 4 milioni e mezzo di tra i 25 e i 35 anni che vivono con i genitori. È piombo sulle ali della loro autonomia”.
II governo è dato sempre sull’orlo del baratro. Per lei? “L’autunno sarà decisivo per la tenuta e il consolidamento dell’Unione, ma sono convinta che il Pd rafforzerà l’azione del governo”.
Rafforzerà Prodi? Si parla già di Veltroni premier ombra.
“Prodi è il presidente del Consiglio, Il varo di un partito a vocazione maggioritaria rafforza il governo, quindi anche Prodi”.
Sulla Finanziaria verranno al pettine i nodi con la sinistra radicale.
“Le posizioni sono diversificate. Per me il problema non è la manifestazione del 20 ottobre, ma la difesa del protocollo sul Welfare, che in Parlamento non va modificato se non nei dettagli. Il Protocollo è molto di sinistra nelle misure per contrastare la precarietà: i limiti chiari al tempo determinato, gli ammortizzatori sociali, il cumulo delle gestioni previdenziali (chi passa da vari contratti Co.Co.Co non perde un euro), il recupero della laurea, le risorse importanti per le pensioni più basse. Poi sullo staff leasing Damiano non esclude che si possa abrogare, ma il protocollo sul Welfare va difeso”.
In Parlamento sarà dura.
“Sulla Finanziaria dobbiamo scegliere, per me è fondamentale è un intervento sulla casa: la riduzione dell’Ici e, soprattutto, le detrazioni fiscali sugli affitti per gli inquilini e per i proprietari. Così sì che si riducono le tasse e non si obbligano i ragazzi a comprare casa”.
Natalia Lombardo
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