“Non sono ancora al governo, e hanno già fatto saltare la trattativa per l’Alitalia, offeso ministre spagnole e minacciato giornaliste russe. Ora ci mancava anche l’abolizione del ministero dello Sport…”. Il ministro per le Attività sportive, Giovanna Melandri, sorride amara.
Berlusconi vuole eliminare il ministero perché, a suo dire, “la politica deve stare lontana dagli stadi”. Che ne pensa?
“Penso che sia una considerazione priva di senso. Esiste anche il ministero della Giustizia, ma non per questo ai magistrati viene tolta autonomia. La verità è un’altra, ossia che il ministero dello Sport è fondamentale per diffondere e aiutare economicamente lo sport, soprattutto di base. Come abbiamo fatto noi in due anni di governo, senza intaccare quella autonomia dello sport che riteniamo sacra”.
Quali risultati avete raggiunto?
“Innanzitutto, abbiamo creato un Fondo nazionale per lo sport, poi abbiamo concesso alle famiglie la possibilità di detrarre dalle tasse gran parte delle spese per la pratica sportiva dei figli. Infine, abbiamo creato la legge sui diritti tv”.
Che non piace a Berlusconi…
“Non mi stupisce. Quel che è certo, è chenoi abbiamo varato un provvedimento per favorire una più equa distribuzione dei diritti, sul modello delle leggi già esistenti in gran parte d’Europa. Ciò favorisce la competizione, con ottimi effetti anche sul livello tecnico delle squadre. Lo dimostrano le squadre britanniche, che dominano in Champions League. Non solo: parte dei diritti andranno ai vivai e al calcio giovanile. Anche in questo caso, abbiamo valorizzato lo sport di base”.
Lei pensa che alla destra non interessi?
“Ne sono certa. Nei precedenti cinque anni di governo hanno tolto 450 milioni al Credito sportivo, con conseguenze pesantissime per tutto lo sport . A loro interessa solo il calcio delle grandi, come hanno dimostrato varando lo spalmadebiti, non a caso utilizzato anche dal Milan di Berlusconi”.
Se abolissero il ministero dello sport e la legge sui diritti tv, cosa accadrebbe?
“L’abolizione del ministero sarebbe un colpo durissimo per tutto lo sport italiano, e ci renderebbe l’unico paese europeo senza un dicastero apposito. Quanto alla legge, ricordo che il Libro bianco della Ue invita gli stati membri a favorire la competizione tra i club, diminuendo la differenza di ricavi”.
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