Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
L.go Chigi 19 - 00187 Roma

Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

Area Media » Interviste

What’s Up Luglio-Agosto 2007- “Giovani, sono con voi!”

Salta il contenuto

Foto di un giovane tra la follaMinistro Melandri, benvenuta su What’s Up! Innanzitutto, quali sono, secondo Lei, le priorità dei giovani al giorno d’oggi?
“È sempre difficile parlare dei giovani in modo generico e indistinto. Penso, prima di tutto, che dovremmo intanto distinguere tra i giovanissimi, della fascia d’età tra i 16-19, e i giovani dai 20 ai 30 anni.

Le priorità dei giovanissimi sono quelle di poter essere riconosciuti come protagonisti della vita civile e sociale: maggiori occasioni di partecipazione, di sentire ascoltata la loro voce. Essere minorenni non significa essere “minori”. Non vogliono essere considerati come “immaturi”; hanno delle cose da dire e chiedono ascolto. Così come chiedono un più facile accesso alla cultura. Suonare musica e ascoltare concerti, leggere un libro, poter utilizzare le nuove tecnologie: tutto questo fa parte della loro vita quotidiana. Sono esperienze importanti, da diffondere e sostenere nella loro accezione partecipativa e sociale, soprattutto in una società che tende invece a isolare i più giovani e a considerarli non come una risorsa ma solo come consumatori passivi o come soggetti deboli da assistere.
Senza dimenticare lo sport. I giovanissimi amano fare sport e ci scrivono spesso per avere più impianti, a prezzi più contenuti e maggiore libertà di fare sport in modo facile, accessibile.
C’è poi la richiesta, molto concreta, che si affaccia attorno ai 18 anni, di poter fare l’università, magari lontano da casa, senza gravare troppo sul bilancio familiare. Dai 18-20 anni in su, infatti, la priorità per tutti diventa quella di poter avere maggiore indipendenza, autonomia. Poter uscire dalla casa dei genitori con le proprie forze. E questo si lega al problema dell’accesso all’affitto o all’acquisto di una casa, che significa anche accesso al credito agevolato. E dell’accesso al mondo del lavoro, sempre più precario e instabile”.

Al momento, cosa ha fatto concretamente il Governo?
“Per la prima volta nella storia del nostro Paese, il Governo ha intanto istituito un Ministero ad hoc per le Politiche giovanili, che si occupa proprio di tutte queste cose. E per la prima volta ha varato anche un Piano d’Azione Nazionale per i giovani, che tra le sue piste di lavoro ha proprio quelle che ho citato prima: accesso alla cultura, alle nuove tecnologie, alla partecipazione, allo sport. Ma anche accesso al lavoro, alla casa, al credito, Questo Piano Giovani è stato finanziato nell’ultima Finanziaria con un Fondo per le Politiche giovanili di 130 milioni di Euro che ci consentito di fare molte cose”.

Ad esempio?
“Bandire il primo grande concorso per sostenere la creatività dei giovani italiani tra i 18 e i 35 anni: Giovani idee cambiano l’Italia, grazie al quale finanzieremo con fondi fino a 35mila euro un centinaio di progetti, interamente elaborati da gruppi di giovani. In pochi mesi fino alla scadenza del bando si è chiuso ci sono arrivate ben 4000 domande. Considerato che ogni progetto è proposto da un gruppo di almeno quattro giovani, questo vuol dire che ci sono minimo 16 mila ragazze e ragazzi che si sono messi al lavoro su un progetto, ci hanno fatto proposte e ci hanno chiesto fiducia. Insomma, c’è qualcosa che inizia a muoversi e che ha a che fare con la possibilità stessa di innovare, trasformare questo Paese insieme ai ragazzi”.

Altre misure a vantaggio dei giovani?
“Nell’ultima Finanziaria ci ce ne sono molte. Penso, ad esempio alle norme sulla stabilizzazione del lavoro precario e sulla maternità e la malattia estese, finalmente, anche a tutti i lavoratori atipici; oppure agli sgravi fiscali sull’affitto di casa per gli studenti fuori sede; o al “pacchetto creatività” favori fiscali per chi produce reddito da diritto d’autore o per le etichette musicali indipendenti; o ancora agli sgravi fiscali per iscrivere i ragazzi tra i 5 e i 18 anni in palestra o in piscina o in altre strutture sportive. Ma invito tutti i lettori di What’s Up a scaricare dal nostro sito (www.pogas.it) il dépliant “Finanziaria e Politiche giovanili”che riassume tutte queste norme. Sul sito, inoltre, si possono trovare le informazioni sulle attività dei nostri “cantieri aperti”, aggiornate quotidianamente: il Manifesto nazionale della moda italiana contro l’anoressia, la Consulta per il pluralismo religioso e culturale, le nuove misure su sport e scuola…”

Uno dei problemi maggiori che coinvolgono le nostre generazioni è la piaga degli incidenti stradali, in particolare delle “stragi del sabato sera”. Lei, insieme al Ministro Amato, ha presentato il Codice etico di autoregolazione per la sicurezza stradale. Il “guidatore designato” è una delle novità introdotte, ci spieghi di cosa si tratta.
“Si tratta di un accordo che abbiamo presentato lo scorso 16 marzo. Se dovessi dirla in due parole, è di patto che abbiamo stretto tra istituzioni e soggetti coinvolti nella cosiddetta “industria del divertimento” oltre che della produzione, vendita e distribuzione delle bevande alcoliche. Nessuno vuole ostacolare il divertimento dei ragazzi. Divertirsi fa parte del vivere pienamente la propria gioventù. Ma con la vita, propria e degli altri, non si scherza. E quindi abbiamo sottoscritto un impegno a promuovere l’informazione sul tema e le iniziative che possono contribuire a uno stile di guida più sicuro. Il guidatore designato è uno strumento di autoregolamentazione, basato su una regola semplice: “chi beve non guida, chi guida non beve”. Le associazioni dei gestori dei locali e i produttori di alcolici si impegnano con noi a promuovere questa regola”.

Pensa che potrà avere un effettivo riscontro nella pratica?
“Come lei sa, il Codice non è solo un manifesto teorico. Prevede, infatti, l’introduzione della figura del “guidatore designato”, la persona che si assume la responsabilità del gruppo di amici, che quella sera guiderà l’auto e non berrà bevande alcoliche. I gestori dei locali gli potranno somministrare solo bevande analcoliche e premieranno queste persone con sconti sui biglietti di entrata nel locale. Stiamo per insediare un comitato di monitoraggio, composto da rappresentati dei due Ministeri promotori, della conferenza dei presidenti delle Regioni e delle associazioni sottoscrittrici, che avrà il compito di monitorare le varie iniziative in corso per rodare questo meccanismo. Siamo all’inizio, ma la direzione mi sembra giusta e penso che nel medio termine i riscontri pratici inizieranno a essere visibili”.

Avete pensato di dare una voce anche ai giovani all’interno del Comitato, previsto per monitorare l’effettiva applicazione di quanto previsto nel codice, anche ai fini di modifiche da apportare successivamente?
“Le rappresentanze dell’universo giovanile sono costantemente aggiornate delle nostre attività e sanno che siamo in ascolto di ogni loro eventuale proposta”.

Quali sono state le risposte più significative da parte dei gestori di locali?
“Sono colpita positivamente dall’assunzione di responsabilità collettiva che è in corso, da parte dei gestori. Penso che abbiano colto lo spirito di questa iniziativa: facilitare il loro lavoro e non ostacolarlo; promuovere modelli positivi e non punire. Mi sembra che abbiano accettato questa sfida nel migliore dei modi”.

Arriva l’estate. Ci sono delle misure “speciali” in programma? Ad esempio, in molti Paesi dell’Unione Europea ci sono provvedimenti come quello di mettere a disposizione mezzi pubblici adeguati per tornare a casa anche alle due di notte. Negli altri Paesi funziona, non sembra un’utopia…
“Molte Regioni stanno mettendo in campo varie iniziative, basate proprio sull’idea che non è detto che in discoteca si debba andare necessariamente in macchina. Nei Paesi anglosassoni, ad esempio, ci si reca nei pub quasi rigorosamente in taxi. Ma il taxi costa. Perchè, allora, non pensare alla soluzione navetta? L’Emilia Romagna è pioniera, in tal senso: in varie province da anni sono a disposizione autobus gratis per andare in discoteca fino a tarda notte. La Regione Lazio ha appena varato un progetto simile, che si chiama “Estate sicura”: un bus gratuito che ogni venerdì e sabato fa il giro delle migliori discoteche del litorale laziale, di Ostia e Torvaianica. E’ preziosa per il nostro progetto sulla sicurezza stradale l’adesione della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome al Codice etico, perché ci permette di fare rete con il territorio e promuovere a livello nazionale buone pratiche e progetti già sperimentati localmente”.

Un’altra questione, quella delle auto più sicure. Perché commercializzare vetture che vanno con facilità oltre i 200km/h? Perché la campagna di prevenzione si orienta solo sul consumatore e mai sul produttore? Una partita persa in partenza?
“E’ una partita difficile. Il disegno di legge sulla sicurezza stradale varato recentemente dal Governo, che si sta discutendo alle camere in questi giorni, introduce il divieto per i primi tre anni dopo aver preso la patente, di guidare auto con potenza superiore a 60kw/t. In pratica quasi tutte quelle di media e grossa cilindrata. Nel concreto, si pone un limite alla cilindrata delle auto che possono essere guidate dai giovani e questo mi sembra intanto una misura che potrebbe essere molto efficace. Penso, però, che accanto alle misure repressive sia importante favorire e diffondere una cultura della sicurezza stradale, che nel nostro Paese è ancora poco sentita.
Con l’iniziativa del Codice etico cominciamo a costruire un clima generale di assunzione di responsabilità. E sono certa che questo clima finirà con il contagiare anche i produttori di auto e moto”.

Ministro, se la invitassimo stasera a bere una birra, accetterebbe?
“Certo, accetterei. Se poi ne bevessi una di troppo, però, consegnerei le chiavi della macchina al “guidatore designato” del nostro gruppo”.

Per concludere, Ministro Melandri mandi un messaggio ai giovani…
“Scrivetemi. Sul nostro sito Internet troverete tutti i riferimenti per documentarvi sulle nostre iniziative: ragioniamo insieme su cos’altro possiamo fare per non privarvi del divertimento, occupandoci anche, però, di garantire la vostra sicurezza e il vostro rientro a casa”.

Riccardo Severi 

 

 

Torna all'inizio della pagina