Per prevenire e per trovare forme aperte, partecipate e democratiche di composizione dei conflitti sociali, culturali e religiosi - attuali e potenziali - legati a doppio filo alla crescita del numero di cittadini italiani e di immigrati di altre religioni e per favorire politiche di integrazione e di promozione dei diritti costituzionali, la Ministro per le Politiche Giovanili, Giovanna Melandri, ed il Ministro dell’Interno, Giuliano Amato hanno istituito congiuntamente una Consulta giovanile per il pluralismo religioso e culturale.
La Consulta sul sito del Ministero dell’Interno
L’istituzione della Consulta rappresenta un ulteriore avanzamento del lavoro, avviato già a partire dal mese di Settembre dai due Ministeri, volto a promuovere il protagonismo giovanile nei processi di costruzione di modelli di dialogo e tolleranza tra religioni, fedi e culture diverse nel nostro Paese.
I primi risultati del lavoro avviato - ora formalizzato attraverso la messa a disposizione da parte del Governo di una sede di confronto permanente -testimoniano della straordinaria possibilità di sviluppare questo dialogo facendo leva su un’istintiva ed innata capacità dei ragazzi di superare cristallizzazioni, preconcetti e schematismi e di avviare, al contrario, un confronto che prende le mosse da temi concreti, primo tra tutti la definizione dei tratti di un moderno concetto di cittadinanza.
Attraverso la Consulta si vuole contribuire, in definitiva, a costruire un modello di integrazione multiculturale e multireligiosa che consenta all’Italia di non replicare gli errori compiuti in altri Paesi ma, al contrario, di trovare un proprio modello, rispondente alle caratteristiche più profonde e peculiari del nostro patrimonio costituzionale.
La Consulta è stata istituita con un unico Decreto a firma congiunta dei due Ministri, per sottolineare la confluenza delle competenze dei due Ministeri. Avrà sede presso gli uffici del Ministro per le Politiche giovanili e risponderà del proprio operato ai Ministri che l’hanno istituita.
In particolar modo si impegna a collaborare, su richiesta dei medesimi, elaborando pareri e proposte, ma anche organizzando seminari di studio, manifestazioni, documenti e quant’altro sembrerà opportuno per facilitare e sostenere le politiche di integrazione multiculturale e multireligiosa.
La Consulta, inoltre, sarà a disposizione del Governo sia per la realizzazione di progetti interni (ad esempio l’educazione alla convivenza ed alla multiculturalità nelle scuole), sia per facilitare scambi internazionali bilaterali e multilaterali con paesi stranieri, tra cui quelli dell’area mediterranea e mediorientale ed, in particolar modo, con quei Paesi alle prese con la ricostruzione del proprio tessuto istituzionale, democratico, sociale e civile (Iraq, Afghanistan e Libano) anche grazie all’apporto del Governo Italiano. Ne consegue la sua stretta pertinenza con l’insieme dei progetti che il Governo italiano ha presentato lo scorso 2 Dicembre sotto l’insegna “Bandiere di pace”.
Sarà composta da 15 giovani uomini e giovani donne tra i venti e i trent’anni di età, appartenenti a differenti culti presenti nel nostro Paese (Chiesa cattolica, Tavola valdese, Chiesa Battista, Chiesa Metodista, Chiesa Avventista del VII giorno, Comunità ebraiche, Islam, Soka Gakkai, Chiesa cristiana Ortodossa).
Non essendo la Consulta un organo rappresentativo ma una struttura consultiva, i suoi membri sono stati scelti dai Ministri sulla base delle esperienze culturali e sociali e della formazione individuale. D’altro canto, per agire con prospettive di efficienza, è stata avviata una serie di consultazioni informali con le associazioni religiose giovanili, chiedendo di suggerire una rosa di ipotetici consultori che fossero ritenuti adeguati ad un impegno delicato ed innovativo, da cui il Governo si attende molto.
Nel decreto, peraltro, è stato previsto un articolo che specifica che “qualora ne fosse ravvisata la necessità, ai suddetti consultori ne verranno uniti altri, espressivi di ulteriori realtà culturali e religiose”.
Vale la pena segnalare, infine, che questo progetto ha ottenuto la disponibilità collaborativa dell’UNICRI (UNITED NATIONS INTERREGIONAL CRIME AND JUSTICE RESEARCH INSTITUTE), che da poco ha avuto la “presidenza” della Task force per le politiche di integrazione delle II generazioni, istituita dal Segretariato generale ONU nel Settembre u.s.. Questo a sottolineare la vocazione dell’attuale Governo ad agire, circa determinate questioni, in armonia e collaborazione con le organizzazioni internazionali.
Foto di Pavel Maximov
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