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Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

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Intervento di Matteo Colaninno, Presidente dei Giovani Imprenditori

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L’Italia è potenzialmente favorita da questa fase storica dell’economia mondiale, perché potrebbe esaltare l’unicità dell’innovazione creativa, del gusto, della qualità della vita che i consumatori e i mercati di ogni angolo del mondo riconoscono agli italiani e alle loro produzioni. Le esportazioni italiane – che nell’ultimo decennio sono crollate in termini di volumi – nello stesso periodo hanno fatto registrare trend positivi in termini di valore, nonostante l’ingresso nel mercato mondiale dei nuovi giganti del Far East: stiamo vendendo nel mondo più qualità e più valore aggiunto. La domanda di italianità nei Paesi del miracolo economico – dalla Cina alla Russia, dall’India all’Europa dell’Est – è molto forte e peraltro è, ancor oggi, largamente insoddisfatta.

Creare un clima più favorevole per l’impresa, incoraggiare e incentivare la creazione di nuove intraprese è, dunque, la strada più rapida e più efficiente per moltiplicare le chances dei giovani in Italia. In quest’ottica rappresenta un segnale importante e innovativo il concorso “Giovani idee che cambiano l’Italia” - lanciato nei mesi scorsi dal Ministro Melandri – che contribuisce a creare un terreno più fertile per stimolare la creatività imprenditoriale dei giovani, aiutandoli a concretizzare i loro progetti d’impresa. E’ un’iniziativa che ho condiviso e appoggiato anche rispetto al suo significato di fondo: porre il merito al centro delle politiche giovanili, abbandonando quella cultura dell’egualitarismo che tanti danni ha prodotto allo sviluppo dell’Italia e alla crescita dei suoi talenti migliori.

Come Giovani Imprenditori, ci muoviamo da anni – con determinazione - sullo stesso terreno. In particolare, nel 2002 abbiamo dato vita al Premio Nazionale Innovazione, frutto di una “grande alleanza” con le principali Università italiane: è una sorta di “coppa dei campioni” delle idee d’impresa, che mette in competizione tra di loro studenti e ricercatori universitari che abbiano la voglia e l’intuizione necessarie per creare un’azienda ad alto contenuto tecnologico. I partecipanti a questo Premio vengono aiutati dai loro docenti e dai giovani imprenditori a trasformare il loro sogno in realtà, redigendo un business plan e cercando i finanziamenti per trasformare l’idea iniziale in una vera e propria azienda.

Questa iniziativa – unica in Italia nel suo genere – ha coinvolto nel 2006 ben 27 Università dotate di incubatori d’impresa, che hanno raccolto quasi 1.000 progetti d’impresa. Il successo del Premio Nazionale Innovazione ci inorgoglisce, perché fornisce opportunità concrete ai giovani che aspirano a diventare imprenditori. Ma rappresenta anche una risposta importante all’esigenza di sviluppare sinergie tra imprese e Università, due mondi che in Italia stentano ancor oggi a dialogare, a trovare un linguaggio comune.

 

 

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