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Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

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Intervento di Matteo Colaninno, Presidente dei Giovani Imprenditori

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Crediamo che l’Università possa diventare in Italia - come già accade negli Stati Uniti o in Gran Bretagna - la “culla ideale” per la nascita di imprese ad elevato tasso d’innovazione e ad alto contenuto tecnologico. È questo il fine ultimo del Premio, su cui i Giovani Imprenditori continueranno ad investire energie importanti nei prossimi anni, incoraggiati anche dai risultati: in soli quattro anni, grazie al Premio, sono nate infatti quasi 150 imprese innovative nel nostro Paese.

E’ una tipologia aziendale carente nel nostro Paese, non a caso. Infatti, dei tre fattori principali che possono consentirne la nascita, nessuno è presente in Italia in modo diffuso: né strutture di ricerca che interagiscono in modo forte con le imprese, né fondi di venture capital o intermediari in grado finanziare progetti dal ritorno rischioso, né infine multinazionali della tecnologia. Senza tutto ciò, la nascita di imprese ad alto contenuto tecnologico diventa un evento casuale.
L’alleanza tra imprese e Università, è dunque decisiva per il futuro del nostro Paese. E’ fondamentale, tuttavia, che la politica svolga il ruolo di driver nell’incentivare la creazione di nuove imprese da parte dei giovani. Considero positiva la previsione in Finanziaria di un Fondo per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile in campo agricolo. Ma credo che, a maggior ragione, questa iniziativa debba essere estesa agli altri ambiti del fare impresa e, in particolare, a quelli dai quali possono scaturire aziende capaci di stare più facilmente sul mercato, di sopravvivere ai primi difficili anni dello start-up, di crescere in Italia e all’estero.

Oggi noi Giovani Imprenditori vogliamo rappresentare la “Generazione Sviluppo”: siamo impegnati a creare nuove imprese e – soprattutto - a far creare, a innovare, ad internazionalizzare le aziende che ci sono state tramandate.

Siamo convinti, infatti, che la fase di profonda trasformazione del nostro sistema produttivo possa preludere ad un “nuovo inizio” del made in Italy. Crediamo sia giunto il momento di riscoprire l’orgoglio del fare impresa in Italia: l’orgoglio di produrre beni e servizi che hanno “qualcosa in più”, perché sono “figli” della straordinaria osmosi tra le nostre imprese, i nostri territori e le nostre comunità, perché sono i moderni eredi di un patrimonio di cultura, arte e creatività unico al mondo.
Se la politica saprà assecondare questo processo storico, se riuscirà nei prossimi anni a liberare le energie imprenditoriali di cui è ricchissima l’Italia, i nostri giovani avranno più opportunità di trasformare i loro sogni in realtà.

 

 

 

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