Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
L.go Chigi 19 - 00187 Roma

Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

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Intervento di Giovanna Melandri, Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive

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Accesso alla casa

Oggi su Repubblica ho letto un’inchiesta interessante che spiegava i motivi della permanenza dei ragazzi nella famiglia-tana. Tuttavia nel nostro paese c’è una vera emergenza sociale che si chiama casa. Che riguarda primi fra tutti i più giovani. L’accesso alla casa dopo l’accesso al lavoro è il secondo capitolo del nostro piano d’azione.

Soprattutto nelle grandi città, i giovani trovano non pochi problemi nel reperire a costi contenuti immobili da acquistare o da prendere in affitto. Esiste un Piano Nazionale per la casa a cui è il Governo è al lavoro fin dai primissimi mesi - la cui stesura è oggi prevista dalla legge sul disagio abitativo recentemente approvata in parlamento - che dovrà tenere conto di questo dato empirico e oggettivo: la casa per molti giovani è tornata ad essere un oggetto proibito e inarrivabile.

Aggiungo così fuorisacco un 13° punto al dodecalogo su cui si basa la ripartenza del governo di queste ore. Casa e welfare per i giovani. Dobbiamo urgentemente spostare risorse in questa direzione.

L’Italia e i suoi giovani hanno bisogno di un nuovo piano di edilizia pubblica. Edilizia low cost. Hanno bisogno di una nuova stagione di edilizia residenziale rivolta alle fasce più deboli della società e in particolari ai giovani. Hanno bisogno di progetti per il cohousing.

Hanno bisogno di un nuovo regime fiscale per gli affitti.

E badate bene: aiutare i giovani italiani a uscire di casa significa anche aiutare la nostra economia a rimettersi in moto. Noi abbiamo fatto una simulazione basata su alcuni dati Istat. L’Istat ci dice che i giovani fra i 25 e i 34 anni, celibi e nubili, che vivono con almeno un genitore sono quasi 4 milioni e che oltre la metà di loro ha intenzione di lasciare la casa d’origine. Ma si imbatte in barriere materiali insormontabili. Considerando che ciascuno di loro investirebbe almeno 5000 euro per arredare una casa di piccola metratura, aiutandoli e incoraggiandoli in questo processo di autonomia e di emancipazione dalla famiglia d’origine noi produrremo un iniezione alla domanda interna pari quasi a dieci milioni di euro.

È un ragionamento molto elementare ma, credo, allo stesso tempo estremamente efficace perché ci fa comprendere un fatto evidente: congelare le nuove generazioni nell’immobilità e nell’incertezza significa anche frenare considerevolmente la nostra economia.

Anche da questo punto di vista abbiamo aperto una pista nuova con la recente finanziaria. Abbiamo inserito una norma di vantaggio fiscale che prevede la possibilità di detrarre il 19% delle spese (fino a 2600 euro) sostenute per i canoni derivanti da contratti di locazione stipulati dagli studenti fuori sede o dalle loro famiglie.

Ma c’è bisogno di estendere questa norma a tutti i giovani . L’ipotesi di lavoro allo studio del Governo della aliquota unica del 20% per i redditi derivanti da locazione di immobili è una strada importante da seguire, a condizione che essa venga accompagnata dalla previsione di analoghi vantaggi fiscali per i giovani che prendono un appartamento in locazione.

Anche su questo tema l’interlocutore fondamentale deve essere l’ente locale. Ci sono molte buone pratiche, come nel caso del Comune di Roma, quella di favorire l’accesso al credito per i giovani fino ai 35 anni che vogliono acquistare una prima casa o affittarla.

Ecco un altro obbiettivo: farvi entrare in banca senza essere accompagnati da mamma e papà che garantiscono per voi.

Stiamo per firmare con Abi un importante protocollo Protocollo d’Intesa che prevede anche una linea di credito agevolato per la concessione dei prestiti d’onore per il pagamento della cauzione e delle eventuali spese di intermediazione per la locazione a favore degli studenti universitari tra i 18 e i 30 anni.

Naturalmente, compito specifico del Tavolo di lavoro del Governo sulla casa deve essere quello di estendere a tutti i giovani gli strumenti agevolativi per accedere al credito finalizzato all’affitto ma anche all’acquisto della prima casa.

Per quanto riguarda invece l’acquisto della prima casa, il Ministero per le Politiche Giovanili è pronto ad impegnare, insieme a quelle di altre amministrazioni, parte delle proprie risorse per la costituzione delle garanzie necessarie per l’attivazione da parte del sistema bancario di mutui immobiliari agevolati per i giovani lavoratori precari e le giovani coppie.

Ci sono ancora altri capitoli del Piano Nazionale Giovani su cui non mi soffermo ed a cui vi rimando che riguardano l’accesso alla cultura, alla creatività e alle nuove tecnologie.

 

 

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