Un paese creativo
Infine un capitolo del nostro lavoro deve essere diretto creare un clima amichevole e incoraggiante per il talento, la creatività dei più giovani .
L’ Italia deve imparare a riconoscere il talento dei più giovani e a incoraggiarlo. La Finanziaria 2007 contiene due importanti provvedimenti concreti che vanno in questa direzione. Il primo prevede la deduzione fino al 40% per tutti gli under 35 che producono reddito da opere dell’ingegno: non solo giovani scrittori o registi ma anche giovani ricercatori che depositano un brevetto, ad esempio. C’è, poi, in Finanziaria un provvedimento che prevede un credito d’imposta di 100 mila euro annui per le etichette musicali indipendenti che producono opere prime e seconde: un vantaggio concreto per i giovani musicisti emergenti.
Come vedete non trasferimenti diretti ma fiscalità di vantaggio. Io credo molto in questo strumento non assistenziale.
L’ho detto in altre occasioni e lo ripeto qui oggi: noi dobbiamo avere il coraggio di pensare all’Italia come a un paradiso fiscale non per evasori ma per giovani talenti emergenti. Ed è per questo che i risultati della Finanziaria non ci bastano e siamo già al lavoro per arrivare al prossimo DPEF ed alla prossima finanziaria con qualche altra buona proposta di favore fiscale per i ragazzi che fanno scintillare l’Italia con il loro ingegno e la loro creatività.
Sull’ altro stiamo lavorando con la rete delle città creative, pensando con loro il modo di essere di realtà urbane che incoraggiano il talento dei più giovani. Mi riferisco alla rete Gai. Il ritmo delle città il loro respiro non è indifferente. Anche Richard Florida ci racconta di come persino gli orari d’apertura dei negozi possano essere uno stimolo per la creatività dei ragazzi. Insomma abbiamo bisogno di un vero new deal della bellezza e dell’ingegno .
Tra qualche mese vi daremo appuntamento per una giornata dedicata alla creatività .
Voglio poi ricordare l’esperimento appena intrapreso con il concorso promosso dal Ministero: Giovani idee cambiano l’Italia, che prevede l’assegnazione di contributi a idee progettuali innovative, tali da divenire oggetto di concrete iniziative d’impresa nei settori delle nuove tecnologie, della sostenibilità ambientale, dell’utilità sociale e della gestione dei servizi urbani; un primo segnale, forte, che abbiamo voluto dare per testimoniare la scommessa sui giovani del nuovo Governo. Sul concorso trovate informazioni nelle cartelline che vi sono state distribuite all’ingresso e anche sul sito del nostro Ministero (http://www.pogas.it/).
Voglio solo ricordarvi che la scadenza per la presentazione dei progetti, su cui forse anche qualcuno di voi in platea è al lavoro, è il 15 aprile. C’è, insomma, ancora un po’ di tempo per sottoporci le vostre idee e le vostre proposte.
Ma questa non è un’esperienza isolata. Vogliamo, insieme al Ministero dello Sviluppo economico, costruire un incubatore. Con il sistema delle imprese, con i giovani imprenditori, con le banche che vogliono investire sui giovani.
Oggi non voglio parlare di calcio, ma voglio accennare alle politiche per lo sport e aella loro dimensione sociale, utili anche come strumento per l’integrazione. E riguardo questo argomento c’è un’ultima esperienza che voglio citare: l’istituzione, avvenuta grazie alla collaborazione di questo ministero con quello degli interni, della Consulta per pluralismo religioso. Un esempio positivo di protagonismo dei più giovani per lavorare su un nuovo modello di cittadinanza e di integrazione. Un modello italiano non influenzato dal complesso coloniale.
Come vedete non vi ho parlato di bulli e pupe, di violenza e comportamenti di conformizzazione a modelli estetici che portano all’insorgenza di nuove malattie sociali come l’anoressia o la bulimia. O anche l’obesità. Non vi ho parlato di stragi del sabato sera (penso che a un ragazzo che guida in stato di ebbrezza si possa chiedere il ritiro della patente ma alla famiglia il ritiro della macchina), non vi ho parlato di violenza negli stadi, di dipendenze. insomma di problemi. Non nego che vi siano molti problemi connessi all’universo giovani.
Primo fra tutti la violenza. Che esigerebbe un discorso specifico. E su cui vorrei soprattutto sentire voi. Comportamenti lesionisti e autolesionisti che si innestano a disagio e assenza di altre forme di linguaggi. Dobbiamo occuparcene. Ma il modo migliore di farlo è non offrirgli alcun palcoscenico. E dunque io taccio e rimando all’azione positiva.
Le iniziative del Pogas in materia di politiche giovanili
I provvedimenti in favore dei giovani
L'accordo tra il POGAS e l'ABI
Il Codice etico e le iniziative del Pogas
Le iniziative del Pogas in materia di sport
I provvedimenti in favore delle attività sportive
Le agevolazioni fiscali per lo sport dilettantistico e le famiglie
L'intesa tra il POGAS ed il Ministero della Salute