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La Stampa 11 gen. 2007 - “Pacs o no diamo autonomia ai giovani”

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Ministro Melandri, tra unioni di fatto, pensioni, pubblica amministrazione, precarietà, liberalizzazioni l’agenda del vertice di Caserta di oggi è fitta di temi, ma anche di spaccature fra riformisti e “radicali” dell’Unione. Lei pensa che riuscirete a comporre le diverse posizioni?
“Se i temi di fondo di Caserta sono crescita ed equità, come ha detto Prodi, credo che se si considerassero i giovani come una matrice che attraversa le diverse riforme o, se si vuole, una lente di ingrandimento che le mette a fuoco, molti di quelli che appaio dissidi insanabili, scomparirebbero o si attenuerebbero”.

In che senso?
“Non c’è crescita e non c’è giustizia sociale senza un investimento strategico per svecchiare il Paese. E sono fiduciosa che un approccio del genere possa far trovare dei punti dì convergenza. Le giovani generazioni hanno bisogno sia di più liberalizzazioni e più mercato, sia di processi redistributivi che indirizzino risorse verso pensioni dignitose, formazione e scuola”.

Hanno bisogno anche dei pacs?
“I dati Istat ci dicono che le convivenze sono accettate come “una possibilità” dal 58,7 delle persone, che i maggiori consensi sono fino ai 34 anni e 2/3 sono disposti a convivere. Ma queste sono opinioni. Nel concreto, ci sono oggi 4 milioni e mezzo di ragazzi tra i 25 e i 35 anni che vivono con i genitori e non formano famiglie, non fanno figli e magari vorrebbero invece sposarsi. Quindi, invece di ideologizzare lo scontro, dobbiamo porci in primo luogo il problema di rafforzare le prerogative della loro autonomia”.

Accantonando la legge sulle unioni di fatto?
“Quello che c’è nel programma dell’Unione e che è già frutto di un compromesso va attuato: il programma è stato sottoscritto da tutti e dagli stessi cittadini che hanno portato questa maggioranza al governo. Ma per rendere i giovani in grado di poter formare un famiglia vera, il problema centrale da affrontare è la casa, che è uno dei grandi temi della società italiana”.

In Europa ci sono aiuti in questo senso. E Prodi ne ha parlato in campagna elettorale.
“Io andrò a Caserta con una serie di proposte per favorire l’accesso dei giovani alla casa. In Finanziaria abbiamo fatto un piccolo passo, concedendo ai fuori sede la fiscalità di vantaggio per gli affitti. Ma questa misura deve essere estesa a tutti i giovani”.

Però si parla anche di andare in pensione più tardi e questa non è certo una buona notizia per i giovani.
“Le pensioni sono un altro tema decisivo. E oggi sul tappeto, oltre alle pensioni di anzianità c’è anche il problema di dare ai giovani la prospettiva di un trattamento dignitoso: quindi i coefficienti di trasformazione e il tema, particolarmente sentito, di poter cumulare i diversi trattamenti previdenziali maturati in diverse occupazioni precarie. Con la Finanziaria abbiamo fatto dei passi avanti. E comunque a queste scelte i giovani devono partecipare.
di Maria Grazia Buzzone

 

 

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