Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
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La Gazzetta dello Sport 22 sett. 2007- Intervento sul Libro Bianco dello sport europeo

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libro bianco UELa lettera del presidente dell’Uefa Michel Platini ai capi di stato e di Governo europei, per quanto si riferisca al pianeta calcio, riaccende i riflettori sull’intervento dell’Unione Europea in materia di sport. In questi mesi un passo importante ha segnato la data di nascita del processo di elaborazione di politiche sportive europee. Si tratta della presentazione, lo scorso luglio, da parte della Commissione Europea, del Libro Bianco sullo Sport, il primo documento europeo di politica e di azione in materia sportiva. Un documento che Platini definisce “poco convincente” ma che comunque rappresenta il punto di partenza di questa discussione come riconosciuto dal Presidente del Consiglio Prodi e dal presidente del Coni Petrucci, nei loro interventi.
L’Eurobarometro ci segnala che il 60% dei cittadini europei fa regolarmente sport in una delle circa 700 mila società sportive esistenti. La legislazione comunitaria, tuttavia, ha avuto fino ad ora una visione dello sport come attività economica, ignorando quasi completamente il suo valore sociale come miglioramento della qualità di vita e degli effetti economici indiretti che derivano da una maggiore diffusione della pratica sportiva sotto forma di risparmi sulla spesa sanitaria nazionale.Tutti i tentativi per colmare questo vuoto erano fino ad ora falliti. Nel 2000, nel Vertice di Nizza veniva approvata una dichiarazione che sanciva la “specificità” dello sport, ma che rimandava a norme operative da inserire nei Trattati. La Carta Costituzionale Europea prevedeva un articolo ad hoc che, riconoscendo la specificità dello sport ne ribadiva il valore sociale, purtroppo - è storia nota – la Costituzione non è mai entrata in vigore. Il “sogno europeo” non si è però infranto ed oggi la Conferenza Intergovernativa è al lavoro per cercare di rimetterlo in pista, approvando – con ogni probabilità – un nuovo Trattato, che, tra l’altro, riprende il testo di quell’articolo costituzionale dedicato allo sport, fornendo le premesse giuridiche per dare una risposta ai problemi sollevati da Platini.

Ma il nuovo Trattato entrerà in vigore nel 2009, ed altro tempo e impegno politico saranno necessari per attuare una politica europea che esalti e preservi la funzione dello sport di motore di inclusione sociale. Così il Libro Bianco diventa una sorta di progetto pilota, nel processo di definizione di una politica europea dello sport, attraverso il quale la Commissione Europea diffonde delle linee guida che ne disegnano i vari aspetti, riconoscendo per la prima volta il ruolo sociale dello sport, la sua centralità nelle politiche per la salute, per i giovani e per l’inclusione sociale nelle politiche di dialogo e di integrazione, di lotta contro ogni discriminazione. Il Libro Bianco non tralascia neppure i nodi critici dello sport nelle società complesse: la diffusione allarmante del doping professionistico e amatoriale, la violenza e il razzismo, le alterazioni create dalla forte pressione economica che spingono fino a inaccettabili degenerazioni. Insomma, finalmente un vero e proprio Piano d’Azione per lo sport in Europa per dare nuovo impulso alle politiche sportive e ad una nuova stagione di riforme.

Il Ministero dello Sport è impegnato a divulgare e discutere i contenuti del Libro Bianco con tutti i soggetti interessati. Consultazioni preziose, in vista di un dibattito che culminerà a ottobre a Lisbona, nella riunione dei Ministri dello Sport che ricordava Petrucci. Ma, al netto delle possibili riserve su specifici aspetti del Libro Bianco, una cosa è certa: il Governo - come ha sottolineato il Presidente del Consiglio - sosterrà convintamene lo spirito e l’impianto di questa iniziativa per esaltare i valori del modello europeo dello sport. L’obiettivo è quello di sincronizzare le riforme che stiamo promuovendo in Italia con quelle degli altri Paesi dell’Ue per affermare, che le politiche sportive non sono la serie B ma, anzi, ambiscono a diventare uno degli avamposti strategici per far salire davvero l’Unione Europea sul podio della solidarietà, dell’integrazione, del dialogo e della promozione della salute.

Giovanna Melandri
Ministro per Politiche Giovanili e Attività Sportive

 

 

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