ROMA - “Mi sembra sbagliato rinunciare all’impianto dei Dico nell’iter parlamentare. Andiamo pure al confronto con l’ala laica del centrodestra, ma partiamo dal testo che c’è”.
Ministro Melandri, sbaglia allora Fassino a cercare altre strade?
“Nella lettera di Fassino un aspetto convincente c’è, ed è appunto questa sfida lanciata ai laici della Cdl, la disponibilità a discutere per esempio della proposta di Biondi”.
Però…
“Però il nostro testo è già frutto di una mediazione culturale alta fra le varie posizioni nella maggioranza, e porta la firma di due ministre coraggiose, una delle quali è dei Ds. Un lungo lavoro di mediazione, superando un’impostazione civilistica, tant’è che abbiamo scritto i Dico e non i Pacs”.
Fassino “disconosce” questo lavoro?
“Trovo francamente ingiusto, cito testualmente dalla lettera, evocare un “rito dello scandalo indignato” solo perché c’è chi continua a difendere culturalmente quella mediazione”.
Teme un arretramento del compromesso raggiunto, riaprendo il tavolo?
“Giusto aprire il confronto, cercare una maggioranza più ampia,
però nonvorrei che alla fine ci perdessimo una parte di quella che già abbiamo. Il percorso è complicato”.
Ma così, avverte Fassino, in Senato i Dico non passano.
“Si sapeva fin dall’inizio delle posizioni diverse eppure il ddl è
stato approvato dal governo. Pur conoscendo l’opposizione di Mastella e dei teo-dem”.
Bisogna provare ad affrontare l’aula?
“Nessun provvedimento attraversa blindato l’esame del Parlamento, soprattutto al Senato. La Bindi e la Pollastrini hanno più volte dichiarato la più ampia disponibilità a prendere in considerazione tutte le possibili modifiche”.
Secondo Fassino si potrebbero garantire gli stessi diritti per le coppie di fatto attraverso il codice civile.
“Siamo proprio sicuri? Io ho molte perplessità. Per dirne una, non vorrei che si introducesse surrettiziamente una discriminazione: la registrazione davanti al notaio costa, e tanto”.
Ministro, è l’effetto del Family Day?
“In questi ultimi giorni il dibattito, purtroppo, si è trasformato in una contrapposizione fra i sostenitori dei diritti individuali e quelli dei diritti della famiglia. Uno scontro sbagliato”.
Piazza San Giovanni ha soffiato sul fuoco?
“La piazza ha espresso un contenuto “pro”, che il centrosinistra deve ascoltare con attenzione, e comincerà a farlo con la Conferenza sulla famiglia promossa dalla Bindi. Ma c’era anche un contenuto “contro”, il no ai Dico”.
Ed è quest’ultimo messaggio che Fassino sta raccogliendo?
“Mi piacerebbe un ascolto in termini costruttivi di quella piazza, e non partire smontando quel che abbiamo già messo in piedi”.
Però anche da sinistra arriva lo stop, pure per Cesare Salvi la legge in commissione a Palazzo Madama non passerà.
“Un bombardamento, da destra e da sinistra. Non voglio fare il difensore d’ufficio di due colleghe di governo, ma quel progetto è davvero una mediazione culturale alta e sofferta. Non buttiamola via”.
Umberto Rosso
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