Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
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Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

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L’Unità 21 ago. 2006 - Melandri: casa e credito per il fattore g

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“Meno precarietà, più cultura per i giovani.
Affitti agevolati e prestiti facilitati: il piano d’azione delle politiche giovanili deve entrare a pieno titolo in Finanziaria”

AFFITTO E CREDITO. Un pacchetto per favorire gli affitti dei più giovani, una convenzione con i più importanti istituti bancari per facililitare l’accesso al credito a chi ha meno di 35anni. E poi, l’introduzione dell’educazione motoria nella scuola primaria. Sono solo alcune delle proposte del Ministro per le Politiche Giovanili e dello Sport, Giovanna Melandri, che ci tiene a sottolineare che il suo è un dicastero, nuovo di zecca, “di coordinamento e indirizzo che non ha da gestire direttamente risorse, ma deve essere un rappresentante del fattore g, giovani, in tutte le scelte del governo”. E per una volta non parla di calcio, ma inizia da una prima esperienza pilota: un accordo quadro tra lo Stato e la Regione Puglia grazie al Ministero dello Sviluppo Economico e alle sue risorse “sull’asse delle politiche giovanili, dando risorse ai giovani pugliesi per spazi, reti di orientamento per lavoro e formazione, sostegno agli studi post-laurea, processi di auto-impiego”. Ministro, la prima sfida perle politiche giovanili è la Finanziaria. Cosa si aspetta? “Che tenga insieme l’esigenza di rigore e lo sviluppo, che liberalizzi il mercato e estenda le politiche pubbliche. In uno slogan, più stato, più mercato. E dobbiamo far questo guardando al tesoro nascosto e sommerso dei giovani italiani che hanno bisogno di un mercato vero e regolato, cui si possa accedere, e di più politiche pubbliche”. Ci faccia una fotografia sommaria dei giovani italiani “Stanno più a casa dei coetanei europei, sono più disoccupati, e hanno un titolo di studio che vale meno. Ma questo ben testimonia di come la politica che non investe sui giovani è un freno per l’Itaha. Intanto si comincia dal decreto Bersani. I processi di liberalizzazione sono diretti non solo ai consumatori, ma anche a favorire l’ingresso dei giovani nelle attività professionali”. Dunque, bisogna abolire gli ordini professionali?. “Credo sia necessaria una grande riforma. Gli ordini vanno bene fin quando sono sentinelle della qualità erogata, ma non se sono barriera per l’accesso ai giovani”. E il grande problema della precarietà? “Vorrei che la riduzione del cuneo fiscale si traduca nella riduzione del costo dei contratti a tempo indeterminato e nel premiare le aziende che favoriscano la stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Dobbiamo lavorare anche sugli ammortizzatori sociali. Per la prima volta nel nostro paese un piano d’azione per le politiche giovanili è entrato nel Dpef”. Quali misure per affrontare il problema casa? “Già nel prossimo Cdm in occasione del decreto sulla proroga degli affitti porteremo un pacchetto di proposte per gli affitti dei più giovani. Ho guardato a Zapatero, che ha introdotto misure di favore sia per i proprietari di case che le affittano ai giovani, che possono detrarre una parte significativa dell’affitto, sia per i locatori giovani che possono dedurre una parte o tutto l’affitto per locazione. Stiamo studiando alcune misure per intervenire sulla proroga degli sfratti. E vorrei favorire anche gli acquisti agevolati”. In Italia c’è anche il problema dell’accesso al credito per i giovani… “Stiamo preparando una convenzione quadro, che mi auguro si possa fare con l’Abi, o almeno con i principali istituti bancari italiani, per attivare 4 forme di accesso al credito in forma agevolata, sia dal punto di vista del mutuo che dei tempi, per i ragazzi italiani sotto i 35 anni: prestiti per studio, locazione, acquisto case e autoimpiego”. Su quali altri temi interverrete? “Il Digital divide, le disuguaglianze digitali. Dobbiamo sviluppare l’accesso alla rete, con la moltiplicazione della banda larga, l’incremento degli accessi pubblici a Internet, e un grande lavoro nelle scuole e nelle università. E facilitare l’accesso dei giovani alla cultura, aprire spazi pubblici per lo sviluppo della creatività. Infine, la rappresentanza: vorrei creare un vero e proprio Consiglio nazionale dei giovani”. Solo qualche giorno fa l’Italia è rimasta scossa dalla vicenda di Hina, la giovane pachistana uccisa dal padre, e dall’assassinio dì Angelo Frammartino a Gerusalemme. Non inizia dai giovani l’integrazione culturale? “Cercheremo di contribuire a costruire le sedi e anche le occasioni per scambi e dialoghi e anche per far conoscere i loro diritti ai giovani immigrati che vivono sul nostro territorio”. Per quel che riguarda il calcio avete già varato una legge delega. Con quale obiettivo? “Riformare il meccanismo di negoziazione e distribuzione delle risorse che derivano dai diritti tv è fondamentale per far voltare pagina al calcio italiano”. Dopo i Mondiali, non crede che le sentenze sul calcio abbiano tradito lo spirito sportivo? E l’elezione di Matarrese a presidente della Lega Calcio non le sembra l’ennesimo segnale che il nuovo non avanza nel calcio? “Su Matarrese non voglio dare giudizi. Dico solo che verificheremo la sua disponibilità alla stagione di riforme molto presto. Per il resto, non commento le sentenze, ma ribadisco che l’intensità e la determinazione del processo riformatore non cambia”. Un bilancio dell’attività del governo? “Sono soddisfatta, per quanto ammetta che sia stata una navigazione non facile, anche per colpa di una brutta legge elettorale, studiata per non farci vincere, e che ha portato a una maggioranza così diversa tra Camera e Senato”. Come valuta il si del Cdm alla missione italiana in Libano? “É un sì storico, che sancisce la fine dell’unilateralismo e mi auguro la ripresa dell’iniziativa comune europea. Comunque la ripresa di quella politica”. Cosa pensa dì un eventuale allargamento della maggioranza? “Qualunque estensione della maggioranza deve partire dal programma dettagliatissimo dell’Unione. Invece per i grandi temi istituzionali, come la legge elettorale e il federalismo, mi auguro si trovi un terreno di dialogo e confronto”. Infine, il Partito democratico. Un progetto che sembra un po’ arenato… “Il progetto va a grandi ondate, anche emotive. Io ne sono una convinta sostenitrice. Penso sia strategico se è l’incontro delle dottrine politiche del 900 che da sole non riescono a dare risposte nuove a problemi nuovi. C’è bisogno di un grande soffio costituzionale.

Wanda Marra

 

 

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