“Sono circondata da collaboratori che vorrebbero farmi giocare a Second Life, trasformarmi in un’altra persona… No, queste cose no. Però navigo, eccome”.
In effetti non viene da pensare che Giovanna Melandri abbia tempo a disposizione pure per darsi da fare in un mondo virtuale. Però a Internet ci tiene e pure parecchio, tant’è che proprio in contemporanea con il decennale di Repubblica.it, si inaugura il nuovo sito del ministero delle Politiche giovanili e le attività sportive, un progetto che ha assorbito parecchie energie del ministro e dei suoi collaboratori.
E poi ha anche un sito suo personale, dall’inizio della scorsa legislatura. E qualche volta compra brani per l’iPod. E parla con disinvoltura di e-content, YouTube, user generated contents, canali RSS.
Ministro Melandri, non si fa cogliere impreparata…
“Uso internet da un bel po’ di tempo, il mio è stato uno dei primi siti di parlamentari italiani, non sono una maniaca ma sono affascinata dalle sue potenzialità, dalla potenza espressiva del mezzo”.
Nessun pregiudizio quindi?
“No, anzi, mi arrabbio moltissimo quando sento i luoghi comuni sulle nuove tecnologie, quando vedo la Rete dipinta come il luogo dell’alienazione e della solitudine. Al contrario, è una grande prateria di potenziale partecipativo. Anche con il nuovo sito abbiamo investito molto sulla comunicazione attraverso i nuovi media”.
Comunicazione soprattutto politica, però.
“Distinguiamo gli ambiti. La Rete è diventata spazio pubblico di diffusione della conoscenza ed è oggettivamente uno strumento centrale nella formazione dell’opinione e della politica. Da questo punto di vista, non nego che nella discussione sulle nuove forme-partito, come il Partito democratico, una discriminante per me è proprio la possibilità di poter aderire attraverso internet. Un’agorà virtuale che la politica deve utilizzare, ma da questo punto di vista siamo ancora molto indietro”.
E l’altro ambito, qual è?
“Quello più generale della diffusione dei nuovi media, un segnale importante. Nel 2006 sono stati scambiati a livello planetario mille miliardi di sms, è stato l’anno dell’esplosione dei contenuti generati dagli utenti di internet, le foto, gli audio, i video autoprodotti. E’ una rivoluzione nella produzione di contenuti culturali, una grande occasione democratica. Per questo lo Stato deve elaborare una capacità di comunicare attraverso i nuovi strumenti: con i giovani o ci parli così, o niente”.
Il nuovo sito del Ministero è pensato anche in questa funzione?
“L’obiettivo è farlo diventare un punto di riferimento per gli interlocutori, fornire il massimo di informazioni sulle iniziative del Ministero ma anche sul sistema delle politiche giovanili dedicate a formazione, casa, lavoro. Presenteremo dei video, dei documenti multimediali, ci sarà la possibilità di attivare canali Rss, poi un’area con le news e un’altra dedicata all’interlocuzione, all’interattività. Sarà lo strumento fondamentale della nostra comunicazione quotidiana”.
Ministro, userà pure internet per qualche altra cosa?
“Certo navigo, faccio ricerche, compro poco perché ho poco tempo per andarmi a cercare le cose, però da qualche mese acquisto i brani per l’iPod, quello sì. Le dicevo, i miei collaboratori vorrebbero farmi partecipare a simulazioni in mondi paralleli, e poi Second Life, e aprire un chiosco non ho capito di che cosa… Mi oppongo con tutte le forze, ma è così difficile, sono circondata…”.
di Alessandra Vitali
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