ROMA - Giù le mani dai fondi per i giovani. Il ministro Giovanna Melandri lancia un vero avvertimento prima dell’avvio dell’iter parlamentare. “Difenderò queste misure con le unghie e con i denti”, dichiara. E aggiunge: “Non ci sono solo gli affitti, che pure sono importanti: circa 900 euro l’anno agli under 30 che vanno a vivere fuori casa. Voglio ricordare che nel protocollo sul welfare 600 milioni sono destinati ai giovani precari”. E chi vuole intendere, intenda. Vista l’aria che tira su quel testo, meglio mettere subito i puntini sulle “i”: senza quelle norme saranno cancellati “i contributi figurativi per i periodi di non lavoro dei flessibili - elenca Melandri - la possibilità di riscattare facilmente la laurea, la totalizzazione di diversi periodi contributivi, il fondo per i prestiti agevolati ai giovani”. Insomma, il governo Prodi pensa agli “juniores” “come accade in Germania, in Francia, in Spagna - continua Melandri - Mi sarebbe piaciuto un bonus come quello di Zapatero, ma abbiamo scelto la detrazione sull’affitto anche per far emergere il nero”.
Il governo pensa ai giovani, ma ai figli è andato poco. Eppure sono i giovani che fanno i figli.
“Stiamo pensando a chi una famiglia vuole costruirla e non ci riesce. Anche questa è politica per la famiglia. Tutto con questa finanziaria non si poteva fare, si è deciso di puntare sulla casa. L’obiettivo dei figli resta: l’anno scorso abbiamo dimostrato di essere molto sensibili su questo”..
Come funziona lo sgravio affitti?
“L’anno scorso avevamo aperto una piccola pista: una detrazione fiscale per gli studenti fuori sede: fino a 2.600 euro l’anno di sconto. Era una misura sperimentale destinata a circa 500mila ragazzi (alle loro famiglie se il ragazzo è incipiente). Questo viene riconfermato quest’anno”.
Oggi si pensa anche a chi non è universitario, giusto?
“Esatto: da un anno studiamo le politiche attivate nel resto d’Europa per sostenere il reddito dei giovani che escono di casa. In un intervento complessivo di 2 miliardi di politiche fiscali destinate alla casa non potevamo che introdurre anche un forte intervento per i ragazzi. L’Ici favorisce chi la casa già ce l’ha. Quello sui fitti aiuta chi già è in affitto. Questo doppio intervento tiene fuori quei 4,5 milioni di ragazzi che ancora vivono con i genitori. Allora nottetempo - la scelta è stata varata alle 3,40 di mattina - si è valutata la misura specifica per i giovani”.
Le cifre? Conferma i 900 euro?
“Per l’esattezza sono 991 l’anno. Si rivolge ai giovani tra i 20 e i 30 anni che stipulano un contratto di locazione (sia sul mercato che concordato) finalizzato a propria abitazione principale spetta per i primi 3 anni la detrazione di 991,60 euro per tre anni nel limite di reddito di 15. 493 euro”.
Se si è incapienti?
“La detrazione diventa un bonus, cioè arriva l’assegno a casa. Si avrà il bonus anche se si deve al fisco una quota di imposte. Per esempio, se si devono al fisco 800 euro, si riceveranno 100 euro”.
Si punta ancora sulle detrazioni .
“Anche l’iniziativa sull’edilizia pubblico/privata si può considerare un aiuto ai giovani, che per lo più sono a basso reddito. Con quell’iniziativa si immetterà sul mercato uno stock di case low-cost destinate alle nuove generazioni. E un intervento del sostegno al reddito dei giovani, single e coppie, che scelgono l’autonomia”.
Novità anche per gli studenti?
“Sì, perché viene confermata la detrazione sul canone d’affitto del 19% (fino a 2.600 euro annui), ma l’anno prossimo verrà estesa anche a chi risiede in case dello studente o ostelli a canone concordato. In questo caso, a differenza dell’altra misura, se lo studente è incapiente (non paga le tasse perché senza reddito, ndr) il beneficio passa alla famiglia d’origine”.
b. di g.
Le iniziative del Pogas in materia di politiche giovanili
I provvedimenti in favore dei giovani
L'accordo tra il POGAS e l'ABI
Il Codice etico e le iniziative del Pogas
Le iniziative del Pogas in materia di sport
I provvedimenti in favore delle attività sportive
Le agevolazioni fiscali per lo sport dilettantistico e le famiglie
L'intesa tra il POGAS ed il Ministero della Salute